Del Vacchio Leather Diffusion

Del Vacchio Leather Diffusion Dal 1970 la famiglia Del Vacchio trasforma la pelle in eccellenza nel distretto conciario di Solofra (AV)

La riconcia al cromo delle pelli di agnello è una fase di riconcia utilizzata dopo la concia principale per migliorare a...
03/06/2026

La riconcia al cromo delle pelli di agnello è una fase di riconcia utilizzata dopo la concia principale per migliorare alcune caratteristiche della pelle, soprattutto quando si desiderano:

* maggiore pienezza e consistenza;
* migliore resistenza al calore;
* maggiore stabilità dimensionale;
* grana più compatta;
* migliore resa nelle lavorazioni successive.

Nelle pelli di agnello bisogna però prestare particolare attenzione perché il fianco e la struttura fibrosa sono molto delicati e un eccesso di cromo può irrigidire la pelle e penalizzare la morbidezza, che è spesso la caratteristica più ricercata.

Schema tipico di riconcia al cromo

Dopo neutralizzazione e lavaggio:

1. Bagno
* Acqua: 80–100%
* Temperatura: 35–40 °C
2. Aggiunta di cromo
* Sale basico di cromo (BCS 33% circa): 1,5–4% sul peso rasato.
* Per nappa morbida di agnello generalmente si resta tra 1,5 e 2,5%.
3. Penetrazione
* Girare 45–60 minuti.
4. Fissazione
* Formiato di sodio: 0,5–1%.
* Bicarbonato di sodio: 0,3–0,8% in più aggiunte.
* Portare il pH finale a circa 3,8–4,2.
5. Riposo
* Lasciare a cavallo o in botte ferma per alcune ore o durante la notte.

Vantaggi

* Migliore compattezza del fiore.
* Aumento della temperatura di restringimento.
* Migliore tenuta nei processi di tintura.
* Maggiore resa nelle rifinizioni spinte.

Svantaggi

* Riduzione della morbidezza se il dosaggio è elevato.
* Peggiore drappeggio.
* Maggiore difficoltà di smerigliatura.
* Incremento del contenuto di cromo nella pelle finita, aspetto oggi poco gradito da molti marchi moda.

Situazione attuale nel settore

Molte concerie che lavorano agnello per l’alta moda stanno riducendo o eliminando la riconcia al cromo, sostituendola con:

* polimeri acrilici;
* resine sintetiche;
* tannini sintetici;
* tannini vegetali selezionati;
* polimeri retannanti di nuova generazione.

Questo permette di ottenere articoli più leggeri, morbidi e conformi alle richieste di sostenibilità dei grandi gruppi del lusso.

03/06/2026

E proprio ora LVMH presenta la carta per l'etica delle filiere. Per definire un perimetro operativo preciso

🇮🇹 2 Giugno – Festa della Repubblica Italiana 🇮🇹Oggi celebriamo i valori che rappresentano l’Italia: libertà, democrazia...
02/06/2026

🇮🇹 2 Giugno – Festa della Repubblica Italiana 🇮🇹

Oggi celebriamo i valori che rappresentano l’Italia: libertà, democrazia, impegno e senso di appartenenza.

Valori che, ogni giorno, ispirano il nostro lavoro e accompagnano la nostra storia. Da tre generazioni, portiamo nel mondo il sapere manifatturiero italiano, trasformando tradizione, qualità e innovazione in eccellenza conciaria.

In questa giornata speciale rendiamo omaggio al nostro Paese, alle sue imprese, ai suoi artigiani e a tutte le persone che contribuiscono a valorizzare il Made in Italy nel mondo.

Buona Festa della Repubblica a tutti gli italiani. 🇮🇹

DEL VACCHIO LEATHER – PASSIONE ITALIANA

🌐 www.delvacchioleather.com

HIVER 2026 - CELINE PARIS by Del Vacchio Leather Diffusion
01/06/2026

HIVER 2026 - CELINE PARIS by Del Vacchio Leather Diffusion

01/06/2026

Prada non vuole competere coi super-big francesi, spiega Lorenzo Bertelli, ma continuare a crescere facendo cose belle

𝗜𝗹 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗼 𝗶𝗺𝗽𝗲𝗴𝗻𝗼 𝗽𝗲𝗿 𝗹𝗮 𝗯𝗶𝗼𝗱𝗶𝘃𝗲𝗿𝘀𝗶𝘁𝗮̀: 𝗹𝗮 𝗰𝗼𝗻𝗰𝗶𝗮 𝗿𝗲𝘀𝗽𝗼𝗻𝘀𝗮𝗯𝗶𝗹𝗲 🌳Nel settore della moda e della pelle, parlare di sosteni...
22/05/2026

𝗜𝗹 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗼 𝗶𝗺𝗽𝗲𝗴𝗻𝗼 𝗽𝗲𝗿 𝗹𝗮 𝗯𝗶𝗼𝗱𝗶𝘃𝗲𝗿𝘀𝗶𝘁𝗮̀: 𝗹𝗮 𝗰𝗼𝗻𝗰𝗶𝗮 𝗿𝗲𝘀𝗽𝗼𝗻𝘀𝗮𝗯𝗶𝗹𝗲 🌳
Nel settore della moda e della pelle, parlare di sostenibilità significa anche parlare di biodiversità. Ogni scelta produttiva, infatti, può avere un impatto diretto sugli ecosistemi, sulle risorse naturali e sull’equilibrio ambientale.

𝗣𝗲𝗿 𝘀𝗮𝗽𝗲𝗿𝗻𝗲 𝗱𝗶 𝗽𝗶𝘂̀, 𝗹𝗲𝗴𝗴𝗶 𝗹'𝗮𝗿𝘁𝗶𝗰𝗼𝗹𝗼 𝘀𝘂𝗹 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗼 𝗯𝗹𝗼𝗴! 👇
https://www.delvacchioleather.it/notizie/il-nostro-impegno-per-la-biodiversita-la-concia-responsabile/

LA CONCIA AL VEGETALE La concia al vegetale o con tannini vegetali è la concia più antica. Fino alla fine del XIX secolo...
18/05/2026

LA CONCIA AL VEGETALE

La concia al vegetale o con tannini vegetali è la concia più antica. Fino alla fine del XIX secolo quasi tutti i cuoi erano conciati al vegetale.

I tannini vegetali sono sostanze complesse, a carattere fenolico, contenute in tutti i vegetali. Naturalmente alcuni vegetali ne contengono quantità maggiori, altri minori. I tannini prendono il nome dalla pianta da cui provengono e si parlerà quindi di tannini di castagno, di sommacco, di quebracho, di mimosa, di quercia, ecc. Danno tutti al cuoio conciato un colore nelle tonalità del marrone, più o meno intenso ma con fiamma diversa a seconda della pianta di provenienza.

Il meccanismo secondo cui si legano al collagene per dare la concia è completamente diverso da quello del cromo. In questo caso si tratta di un legame idrogeno che si stabilisce tra i gruppi fenolici del tannino e i gruppi peptidici del collagene. Anche altri gruppi delle catene laterali della molecola di collagene intervengono nel legame. Perché si abbia capacità di legame è necessario che il gruppo fenolico del tannino sia elettricamente scarico e quindi con un pH non acido.

Se invece si partisse da un bagno a pH acido si avrebbe una rapida fissazione soltanto negli strati esterni della pelle lasciando non conciati gli strati interni. Anche in questo caso, quindi, è necessario disattivare le reattività del conciante per consentire una più rapida penetrazione all'interno della pelle. Una volta che il tannino sia penetrato, bisogna poi favorire la reazione di concia.

Sostanzialmente si tratta dello stesso meccanismo descritto per la concia al cromo soltanto che, in questo caso, essendo il chimismo diverso, le variazioni del pH per favorire penetrazione e fissazione sono di segno opposto. La penetrazione del tannino, infatti, viene favorita utilizzando un pH non troppo acido (tra 5 e 6). In tali condizioni i gruppi fenolici dei tannini sono prevalentemente dissociati e non in grado, quindi, di formare legami idrogeno. Dopo che la penetrazione sia stata ottenuta, viene ripristinata la capacità di legame abbassando il pH con acidi in modo che i gruppi fenolici dei tannini ritornino indissociati e quindi in grado di formare legami idrogeno.

Le quantità di tannini utilizzati sono notevolmente superiori a quelle indicate per la concia al cromo, variando dal 15-20% per pelli piccole destinate a fodera o piccola pelletteria, al 40-50% per cuoi suola pesante.

Anche la durata della concia è notevolmente superiore e varia a seconda del metodo adottato:

Nella concia lenta in vasca le pelli vengono immerse in vasche contenenti soluzioni di tannini a concentrazioni progressivamente crescenti. Di solito viene usata la tecnica detta "in controcorrente" perché le pelli vengono spostate da una vasca meno concentrata a una vasca più concentrata mentre il bagno segue il percorso inverso. La concia in vasca dura circa 30 giorni e serve a produrre cuoio da suola, molto pieno e poco flessibile.
Nella concia rapida in botte si usa il bottale e a causa del movimento di rotazione si ottiene un cuoio più flessibile adatto per suola di scarpe da donna o per pelletteria. La concia in botte dura comunque 36-48 ore, ben più della concia al cromo.

05/05/2026

Il distretto conciario di Solofra protagonista del film “Il diavolo veste Prada 2”. Accade grazie ai capi in pelle firmati D'Arienzo che vestono i protagonisti della pellicola che ha fatto segnare il record per il miglior debutto dell'anno. Angela D'Arienzo, stilista di D'Arienzo Collezioni, compare nel film, portando sul set anche la sua visione estetica. “Vedere i propri capi, nati dalla passione per il distretto di Solofra indossati in un contesto globale è la conferma che l'artigianato italiano non ha confini” afferma a Il Mattino la stessa D'Arienzo. I capi in pelle dell'azienda avellinese sono “personaggi silenziosi” che raccontano nello stile e nell'artigianalità la filiera campana della pelle.

LA CONCIA AL CROMOÈ il tipo di concia di gran lunga più diffuso. Si valuta che circa l'80-90% di tutti i cuoi prodotti n...
01/05/2026

LA CONCIA AL CROMO

È il tipo di concia di gran lunga più diffuso. Si valuta che circa l'80-90% di tutti i cuoi prodotti nel mondo siano conciati al cromo. La concia al cromo è relativamente semplice da eseguire, è economica, abbastanza rapida e sufficientemente flessibile. In pratica con la concia al cromo si può produrre cuoio adatto a qualsiasi scopo (eccetto cuoio per suola di calzature).

La concia al cromo è fondata sulla capacità del cromo trivalente (Cr3+) di formare complessi con i gruppi carbossilici del collagene (di cui sono costituite le fibre della pelle). Questa capacità è limitata al cromo trivalente e quindi la forma esavalente (Cr6+) come nei cromati e bicromati, non ha alcun interesse dal punto di vista conciario. All'inizio dell'impiego della concia al cromo (fine Ottocento - inizio Novecento) cromati e bicromati venivano utilizzati per produrre sali di cromo trivalente in conceria per riduzione con melassa o altri riducenti. Ma ormai da tempo i sali di cromo trivalenti sono divenuti disponibili sul mercato a costi minori e quindi in conceria vengono utilizzati esclusivamente sali o composti del cromo trivalente.

Prima di far reagire il conciante al cromo, tuttavia, la pelle viene sottoposta al piclaggio, che consiste nel trattare la pelle con una soluzione di sale comune e acido (di solito acido solforico e acido formico) oppure uno dei due singolarmente utilizzati a seconda del risultato finale che si intende ottenere. Ciò per facilitare la penetrazione del conciante all'interno della pelle. La pelle calcinata e decalcinata, infatti, ha un punto isoelettrico di circa 4 e quindi al pH neutro (dopo la decalcinazione, macerazione, sgrassaggio la pelle ha pH circa 7) il collagene ha carica nettamente negativa. In tali condizione il cromo trivalente, carico positivamente, avrebbe forte tendenza a reagire favorito dall'attrazione elettrostatica e si fisserebbe rapidamente solo negli strati più esterni della pelle lasciando non conciati gli strati più interni. Inoltre a pH superiore a 4-4,5 il Cr3+ forma idrossido insolubile e non potrebbe più fungere da conciante, È necessario, quindi, ridurre il pH del bagno per evitare la precipitazione dell'idrossido di cromo e per portare la pelle al di sotto del suo punto isoelettrico. La pelle in tali condizioni assume carica prevalentemente positiva e il Cr3+ non ha più capacità reattiva nei suoi confronti. Il cromo quindi può facilmente diffondere negli strati più interni della pelle (la diffusione è fortemente accelerata dai movimenti nel bottale).

Quando sia stata raggiunta la completa penetrazione della pelle, però, è necessario ripristinare la reattività pelle-cromo e ciò viene ottenuto con la basificazione che consiste nell'innalzare lentamente il pH del bagno fino a valori intorno a 4. In tal modo la pelle riacquista una carica lievemente negativa e il legame coordinato pelle-cromo può stabilirsi producendo la concia. L'aumento di pH inoltre favorisce l'olazione del cromo, cioè la formazione di legami tra atomi di cromo che portano alla formazione di catene di atomi di cromo di varia lunghezza, con conseguente aumento delle possibilità di legame intra e inter-molecolari con i gruppi carbossilici del collagene. Il pH non deve comunque essere troppo alto per evitare la precipitazione del cromo (lo ione OH- è un complessante più forte del collagene e staccherebbe il cromo dal complesso con la pelle per formare l'idrossido).

Per il piclaggio, come già detto, si usa una soluzione di sale a 7 bè circa (80-100 g/l) tale da impedire il gonfiamento acido del collagene che lo danneggerebbe) e di acido, più frequentemente una miscela di acido solforico e di acido formico, aggiunto lentamente, fino a raggiungere un valore pH tra 2 e 3 stabile. Per la basificazione si usano alcali blandi come bicarbonato di sodio, acetato e formiato di sodio, solfito di sodio, ecc. Il pH finale è molto vicino a 4.

La durata della concia al cromo dura da 3-6 ore per pelli piccole e sottili a un massimo di 20-24 ore per pelli bovine pesanti. La quantità di conciate è tra 5 e 8% (su peso pelle calcinata e scarnata) di cromo espresso come Cr2O3, fornito più frequentemente sotto forma di solfato basico di cromo (CrOH(SO4)).

Al termine della concia la pelle conciata si presenta di colore verde-azzurro, con tonalità diverse a seconda dei prodotti utilizzati nel piclaggio e nella basificazione. In tale stato, infatti, il cuoio conciato viene chiamato "wet-blue" con riferimento al fatto che è bagnato e ha un colore nel campo dell'azzurro. Il wet-blue, essendo ormai stabile nel tempo, può anche essere commercializzato. Molti Paesi produttori di pelli, infatti, non disponendo della capacità tecnologica per produrre cuoio finito, preferiscono esportare wet-blue piuttosto che pelli grezze per usufruire di un maggior valore aggiunto. L'Italia, Paese importatore di grezzo, importa una crescente quantità di pelli allo stato wet-blue, il che, se da un lato rappresenta un vantaggio dal punto di vista ambientale (le fasi di riviera sono quelle che producono maggior inquinamento), dall'altro rappresenta uno svantaggio dal punto di vista della tecnologia conciaria, perché il conciatore si trova a dover lavorare un prodotto di cui non conosce la storia e spesso in partite disomogenee perché provenienti da piccole concerie diverse.

Indirizzo

Localita' Carpisano
Solofra
83029

Orario di apertura

Lunedì 08:00 - 18:00
Martedì 08:00 - 18:00
Mercoledì 08:00 - 18:00
Giovedì 08:00 - 18:00
Venerdì 08:00 - 18:00

Telefono

0825 581480

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