27/10/2026
Un collega incolla una bozza di contratto in un'AI pubblica per farsela riassumere. In quel preciso istante, quel documento ha lasciato la tua azienda.
È un gesto piccolo, quotidiano, che quasi nessuno percepisce come rischioso. Eppure apre a due retroscena molto scomodi.
Il primo è la sovranità dei dati. I contenuti che inserisci in un'AI pubblica vengono elaborati altrove, spesso su server fuori dall'Unione Europea. Normative come il Cloud Act possono consentire ad autorità extra-UE di accedere a quei dati, con possibili tensioni rispetto al GDPR.
Il secondo è l'affidabilità. Un'AI pubblica produce la risposta statisticamente più probabile, che non coincide sempre con quella vera. Può citare dati, fonti o articoli di legge inesistenti, con un tono perfettamente sicuro. Se nessuno verifica, quell'informazione finisce in una decisione o in una mail a un cliente.
Il punto è che chi tratta contratti, dati di clienti o informazioni riservate è proprio il più esposto. E spesso non esiste una regola condivisa su cosa si può dare a un'AI, e quale AI usare.
La buona notizia è che noi di Maestrale attraverso la nuova piattaforma di collaborazione MaeSpace, risolviamo questi problemi.
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