Energy Life Industry

Energy Life Industry ELI fornisce soluzioni energetiche ecosostenibili, mettendo a disposizione impianti di cogenerazione e trigenerazione "onnivori" ad alte prestazioni.

In forme diverse, l'energia si trova dappertutto. Quella disponibile ad essere trasformata ed utilizzata però da parte dell'uomo, grazie alle moderne tecnologie, è solo una piccola parte, contenuta nelle fonti primarie di energia. ELI vi consente, invece, di avere energia elettrica e termica proprio a partire da quelle biomasse, vegetali ed animali, di scarto che, oggi, costituiscono, nella maggio

r parte dei casi, un costo, se non un problema. ELI fornisce soluzioni energetiche ecosostenibili, mettendo a disposizione impianti di cogenerazione "onnivori" ad alte prestazioni. Una scelta ecosostenibile, economicamente vantaggiosa. Missione
Il gruppo, traendo ispirazione e forza dai valori fondanti, al fine di esportare la sua stessa filosofia, mira alla leadership nel settore dell'energia e delle fonti rinnovabili, puntando sulla qualità della vita, come modello di business etico che coniughi efficienza e sostenibilità. Descrizione
Energy Life Industry guarda al futuro coniugando strategicamente efficienza energetica e ecosostenibilità, contribuendo con le proprie tecnologie a creare un nuovo panorama in cui scienza, tecnologia, innovazione e progresso coesistano con la qualità della vita, la sostenibilità ambientale, la riscoperta e la valorizzazione del territorio. Forniamo soluzioni avanzate per fronteggiare e anticipare un mercato in continuo cambiamento, garantendo prestazioni ambientali eccezionali, consapevoli, come siamo, che l'efficienza energetica, oggi, costituisce altresì un asset determinante per la competitività delle aziende, nonché un dovere. Energy Life Industry ha sempre creduto nello sviluppo di tecnologia per la Gassificazione delle Biomasse Organiche, superando quello che, sino ad oggi, è stato il limite aprioristico degli impianti, la necessità, cioè, di avere un combustibile “stabile e di qualità”, pellet o cippato, comunque con bassa umidità e geometria costante, dando vita a un impianto "onnivoro", in grado di processare e valorizzare qualsiasi tipologia di biomassa in qualsiasi formato.

06/07/2016

SCAMBIO SUL POSTO: NUOVE REGOLE PUBBLICATE

Sono online sul sito del GSE le nuove Regole Tecniche contenenti i criteri di definizione e calcolo del contributo in conto scambio a partire dall’anno 2016, pubblicate a seguito della verifica positiva da parte dell’AEEGSI.

Le principali novità introdotte riguardano:

- i soggetti ammessi e i requisiti per l’accesso al servizio di Scambio sul Posto; in particolare, il testo è stato modificato per recepire quanto previsto, in materia di regolazione dei sistemi semplici di produzione e consumo, dall’art. 2 bis dell’Allegato A alla Delibera 570/2012/R/efr;

- i modelli di determinazione del contributo in conto scambio “Cs”: per impianti cogenerativi ad alto rendimento e impianti alimentati da fonti rinnovabili connessi sul medesimo punto di scambio; nel caso di imprese energivore; nel caso di variazione della tipologia di utenza; nei casi in cui siano applicabili le condizioni di cui alla Delibera 280/07 (cosiddetto “pagamento al CEI”);

- le tempistiche di pubblicazione del contributo in conto scambio in acconto e a conguaglio e dei corrispettivi amministrativi.

06/07/2016

FINANZIAMENTI PER EFFICIENZA ENERGETICA: CONVEGNO A ROMA, 7 LUGLIO

Per far decollare pienamente la filiera dell’efficienza energetica a livello nazionale, restano da superare alcune barriere come la difficoltà di accesso al credito e la scarsa conoscenza degli incentivi disponibili e dei potenziali risparmi che si possono ottenere.

Per contribuire ad una maggiore informazione su queste tematiche, giovedì 7 luglio a Roma (auditorium GSE, ore 10.30-13) si terrà il convegno “Le leve per l’efficienza energetica tra finanza pubblica ed investimenti privati”, al quale parteciperanno, fra gli altri, il Viceministro dell’Economia e delle Finanze, Enrico Morando, i presidenti degli Stati Generali dell’Efficienza Energetica, Alessandro Ortis, del GSE, Francesco Sperandini e dell’ENEA, Federico Testa, ed esponenti della BEI, della Cassa Depositi e Prestiti e del Mediocredito Italiano.

Nel corso dell’evento verranno illustrati e approfonditi gli strumenti di finanziamento già previsti e quelli possibili a sostegno degli interventi di efficientamento energetico e di miglioramento dell’uso dell’energia.

L’iniziativa, rivolta in particolare agli operatori del settore, ai professionisti e alle aziende, è promossa dagli Stati Generali dell’Efficienza Energetica, manifestazione nata nel 2014 con l’obiettivo di divulgare tematiche relative alla semplificazione del quadro normativo, ai meccanismi di finanziabilità, a comunicazione, formazione, strategie competitive e innovazione nel settore dell’efficienza energetica.

Giunta alla terza edizione, la manifestazione promuove ogni anno una consultazione pubblica, organizzata dall’ENEA in collaborazione con EfficiencyKNow: il tema della consultazione del 2016 è la sinergia tra cambiamento di comportamenti ed efficienza energetica.

06/07/2016

LONDRA NON RISPETTERA' GLI OBIETTIVI 2020

La Gran Bretagna non raggiungerà gli obiettivi UE per le energie rinnovabili al 2020. E non c’entra la Brexit in alcun modo. A sostenerlo è la National Grid britannica (l’equivalente della nostra Terna) in un rapporto appena pubblicato. In base alle politiche messe in campo fino a questo momento e alla capacità reale del paese, anche nello scenario più roseo lo UK non rispetterà l’obiettivo di produrre il 15% di energia da fonti rinnovabili entro i prossimi 4 anni.
La National Grid ha elaborato diversi scenari possibili. In nessuno di questi Londra riesce a tener fede agli impegni presi. Nel migliore dei casi arriva con due anni di ritardo, nel peggiore taglierà il traguardo ben 9 anni più tardi del dovuto, nel 2029. Questo non significa che ogni comparto stia andando male. I progressi per quanto riguarda eolico e solare, sottolinea il rapporto, hanno rispettato la tabella di marcia riuscendo anche ad essere leggermente in anticipo.

Ma altri settori frenano, e di molto, le performance nazionali. È il caso, si legge nel rapporto, delle auto elettriche e a idrogeno, che dovrebbero quasi triplicare da 15 a 40 TWh, così come sistemi meno inquinanti e a maggiore efficienza per il riscaldamento domestico (ad esempio le pompe di calore) che devono passare da 35 a 95 TWh.
Gli obiettivi UE, dopo il referendum sull’uscita della Gran Bretagna dall’Unione, sono destinati a galleggiare in un limbo finché non sarà chiarito il destino delle relazioni tra le due parti. Quello che invece non cambierà è l’impegno verso il Climate Change Act – ribadito ancora di recente da Londra – che prevede un taglio alle emissioni di CO2 dell’80% entro il 2050. Nemmeno in quest’ottica, però, la Gran Bretagna se la passa bene.
Per la National Grid l’obiettivo al 2050 è ancora raggiungibile. Ma come? Per il momento non sembra che Londra stia ripensando la sua strategia, che poggia su tre pilastri: da un lato 100 GW di rinnovabili, ma dall’altro 22 GW di nucleare e 20 GW di fossili tramite tecnologia CCS.

23/05/2016

OVERVIEW SULLE RINNOVABILI: IN PORTOGALLO ENERGIA PULITA PER 110 ORE CONSECUTIVE

Le notizie sulle rinnovabili sono di crescita e di ottimismo, da ogni angolo del pianeta. In Portogallo per ben quattro giorni di fila l’elettricità è arrivata dalle rinnovabili: sole, vento ed idroelettrico per quasi 110 ore consecutive. Qui, e in tutta la pen*sola iberica, a farla da principe è il vento. E quello che è impressionante è la rapidità con cui si è arrivati a questo record: secondo Eurostat fino al 2013 il Portogallo generava metà della sua elettricità dalle fonti fossili, il restante 27% era da nucleare, il 13% dall’idroelettrico e solo il 10% da sole e vento. Passano due anni e le rinnovabili arrivano al 48% secondo stime ufficiali del governo portoghese.

In Germania nei giorni 8 e 15 Maggio 2016 la produzione di energia elettrica da rinnovabili è stata così abbondante che in diversi intervalli da 15 minuti l’uno i costi energetici sono diventati negativi: i consumatori venivano pagati per usare elettricità. Queste tendenze si ripetono da anni ormai, e tutto crescerà negli anni a ve**re: la Energiewende tedesca va avanti senza sosta, con l’obiettivo chiaro di rimpiazzare nucleare e fonti fossili. Nel 2015 sole e vento hanno hanno prodotto il 33% dell’energia del paese. La percentuale cresce ogni anno, visto che nuovi impianti continuano ad essere progettati per il paese. L’ obiettivo è del 100% entro il 2050. In Danimarca nel 2015 le rinnovabili hanno contribuito per il 42% del totale.

A livello globale nel 2015 le rinnovabili sono cresciute dell’8% rispetto al 2014, il maggior tasso di crescita di sempre. I maggiori passi in avanti sono stati fatti nei paesi in via di sviluppo dell’America Centrale e dall’Asia. Gli investimenti planetari sono a 286 miliardi di dollari. Perché? Perché diminuiscono i costi delle rinnovabili, e perché i fattori sociali tendono a favorire sole e vento. Nonostante i prezzi di petrolio e gas crollano, le nostre piccole e grandi proteste che si ripetono in tutto il mondo, una maggior coscienza ambientale, e la paura di ripercussioni politiche porta sempre di più alla morte dell’industria fossile, un passo alla volta.

Intanto, i paesi produttori di petrolio sono in profonda crisi. Il Canada avvolto dalle fiamme perde almeno 760 milioni di dollari a causa del fermo della produzione in Alberta. L’Arabia Saudita scopre il sole perché si rende conto che il petrolio prima o poi finirà. Il Venezuela è all’orlo del collasso, sociale, economico, politico. Il sistema sanitario del paese in pochi anni si è disintegrato.

23/05/2016

CONVEGNO GREEN ACCORD: RAFFORZARE LE RINNOVABILI E LE POLITICHE DI DECARBONIZZAZIONE

“Tutti gli Stati devono andare nella direzione di una progressiva decarbonizzazione della nostra economia, del nostro produttivo e del nostro sistema socio-economico più generale”. Lo ha detto il 21 maggio a Firenze Alessandro Carettoni, rappresentante della Direzione generale del ministero dell’Ambiente, intervenuto alla giornata di studio “Clima, dubbi e speranze dopo Parigi” organizzata dall’associazione Greenaccord Onlus in collaborazione con la Regione Toscana. “A tal riguardo – ha proseguito – dobbiamo rafforzare e ampliare tutte le politiche che ci portano verso la decarbonizzazione: le politiche per l’efficienza energetica, la mobilità sostenibile, le fonti rinnovabili”. Un traguardo sicuramente ambizioso ma assolutamente possibile, nel medio periodo. “I tempi nei quali lo raggiungeremo dipendono dalla velocità con cui si implementano queste politiche e dall’impegno che metteremo su questo fronte nel medio-lungo periodo”. In questo senso, secondo Carettoni, l’Italia “ha già attive molte strategie per la transizione verso un modello ‘low carbon’: interessano l’efficienza energetica, strumenti di incentivazione mirate per migliorare le nostre prestazioni energetiche nel campo edilizio, dell’industria, dei trasporti. Dobbiamo puntare a rafforzare ulteriormente le rinnovabili sul nostro territorio anche con politiche mirate di semplificazione”.

23/05/2016

PELLE PIEZOELETTRICA AD EMISSIONI ZERO CHE SI ATTIVA CON UN SOFFIO DI VENTO

Il futuro delle fonti rinnovabili passa anche da tecnologie sempre meno impattanti, flessibili e riciclabili in grado di trasformare in elettricità nuove fonti di energia pulita.

Produrre energia elettrica dalle correnti d’aria provenienti dalle pareti delle abitazioni, dai tetti, dai tunnel, dalle correnti marine? È questa l’idea alla base di Piezoskin: una nuova tecnologia che promette una rivoluzione nelle energie rinnovabili, permettendone l’applicazione in ambiti e ambienti finora non idonei per le tecnologie tradizionali.

4400 kWh annui ad un costo stimato di 10000 euro, queste le prestazioni della nuova “pelle” piezoelettrica. Flessibile, senza emissioni e riciclabile. Per attivarla è sufficiente un “soffio di vento” di 0.1 m/s, oltre 10 volte meno intenso di quanto necessario nelle turbine eoliche.

La nuova invenzione, frutto di nanotecnologie avanzate, verrà portata sul mercato attraverso la start-up Piezoskin, guidata da Francesco Guido, ricercatore del gruppo coordinato dal Prof. Massimo De Vittorio.

28/04/2016

210 MILIONI PER PIANO TRIENNALE DI RICERCA DI SISTEMA ELETTRICO

Il Piano Triennale della ricerca di sistema elettrico approda alla Corte dei Conti. Il documento messo a punto dall’Autorità per l’energia (AEEGSI), ha ricevuto lo scorso venerdì 22 aprile il via libera da parte del Ministero dello Sviluppo economico, liberando risorse complessive per 210 milioni di euro. Nello specifico il Piano fissa le priorità, gli obiettivi e le risorse delle attività di ricerca e sviluppo di interesse generale per il sistema elettrico nazionale, a patto che tali attività si riferiscano in generale a risultati e soluzioni che trovino utilizzo in una prospettiva di lungo termine e siano inerenti la produzione, trasmissione, dispacciamento e distribuzione dell’energia elettrica.

“Si tratta di un piano che dà una spinta concreta all’obiettivo di arrivare in poco tempo a produrre più energia dalle fonti rinnovabili, così come ha detto anche il Presidente del Consiglio negli Stati Uniti – dice la viceministro allo Sviluppo economico, Teresa Bellanova – Particolare attenzione è posta alla produzione di energia elettrica rinnovabile e all’efficienza energetica, linee di attività sulle quali maggiormente si concentrano le risorse attribuite. I risultati delle ricerche sono pubblici e dunque utilizzabili da chiunque vi abbia interesse”.

Le attività ed i progetti di dettaglio sono definiti nell’ambito di accordi di programma che il ministero stipula con i principali enti di ricerca nazionali. La graduatoria delle 27 proposte ammesse al finanziamento in esito alle procedure concorsuali (già svolte nell’ambito del precedente Piano triennale) è stata approvata nei giorni passati, stanziando un fondo di oltre 24 milioni di euro.

I temi di ricerca sono aggregati in quattro Aree di intervento:
A. Governo, gestione e sviluppo del sistema elettrico nazionale interconnesso e integrazione dei mercati.
B. Generazione di energia elettrica con basse emissioni di carbonio.
C. Trasmissione e distribuzione dell’energia elettrica.
D. Efficienza energetica e risparmio di energia negli usi finali elettrici e interazione con altri vettori energetici.

“I progetti – conclude la Viceministro – si realizzano in regime di cofinanziamento, aperto anche alla partecipazione delle piccole e medie imprese, per interventi riguardanti le reti elettriche ed in particolare le smart grid, la produzione di energia da fonti rinnovabili con focus sul fotovoltaico e le biomasse, il risparmio di energia elettrica nel settore industriale, civile e dei servizi”.

(FONTE: rinnovabili.it)

28/04/2016

L'ITALIA DOVRA' RADDOPPIARE LE RINNOVABILI PER RISPETTARE GLI ACCORDI SUL CLIMA

ROMA - L'accordo sul clima è stato siglato a Parigi nel dicembre 2015 e firmato a New York venerdì scorso. Più di 170 Paesi si sono impegnati a mantenere la crescita della temperatura ben al di sotto dei 2 gradi, facendo ogni sforzo per non superare la soglia di 1,5 gradi. E ora? Che significa passare dalle parole ai fatti? Lo scenario delle azioni virtuose necessario a raggiungere l'obiettivo è stato tracciato dalla Fondazione per lo sviluppo sostenibile nella ricerca "La svolta dopo l'accordo di Parigi. Italy Climate Report 2016", presentata oggi, nel corso del Meeting di primavera.

Per l'Italia (ipotizzando l'obiettivo intermedio, una crescita della temperatura di 1,75 gradi) significa dimezzare le emissioni serra al 2050 rispetto ai valori del 1990 (oggi sono a -20%), portare le fonti rinnovabili al 35% dei consumi energetici (oggi sono al 17,3%) e al 66% dei consumi elettrici (oggi sono al 38%), aumentare del 40% l'efficienza. E' un obiettivo raggiungibile? Quello che è successo negli ultimi anni non induce all'ottimismo. Il 2015 è stato denso di segnali negativi. Le emissioni serra - complici una leggera ripresa del Pil, il basso prezzo del petrolio e il rallentamento delle politiche innovative - sono tornate a crescere del 2,5% (2% secondo i dati Ispra). La produzione di elettricità da fonti rinnovabili è scesa dal 43 al 38% ed è la prima volta che ha il segno meno dal 2007. Il complesso della produzione energetica da rinnovabili aumenta appena dello 0,2% annuo da tre anni.

COP21 Tutte le tappe

Dunque, se si seguisse questo trend, l'Italia non solo sarebbe condannata a fallire l'obiettivo fissato dall'accordo di Parigi, ma non riuscirebbe a raggiungere i target europei (27% di elettricità da rinnovabili al 2030) e neppure quelli della Strategia energetica nazionale (19-20% di rinnovabili al 2020). Insomma, l'obiettivo mondiale si alza e le performance italiane scendono.

Lo stop dell'Italia (dopo i risultati straordinari ottenuti nel periodo 2005 - 2012) arriva proprio mentre il quadro complessivo spinge a un cauto ottimismo. A livello globale le emissioni mondiali di gas serra nel 2014 e nel 2015 sono state infatti sostanzialmente stabili, nonostante l'aumento del Pil di circa il 3% l'anno. E gli investimenti sulle fonti rinnovabili nel 2015 hanno segnato un record arrivando a 286 miliardi di dollari contro i 130 miliardi dei finanziamenti ai combustibili fossili.

Ora con l'accordo di Parigi gli impegni dovranno diventare più consistenti. Una recente ricerca pubblicata sulla rivista Nature calcola che un terzo delle riserve di petrolio, metà delle riserve di gas e l'80% delle riserve di carbone dovrebbero restare sottoterra per evitare che l'aumento di temperatura superi i 2 gradi. Per fermarci a 1,5 gradi - aggiunge l'Italy Climate Report 2016 - dovremmo consumare solo un terzo delle riserve di petrolio, un quarto di quelle di gas e un decimo di quelle di carbone. In modo da tagliare le emissioni serra dell'85% al 2050 e azzerarle al 2070.
Dunque, l'obiettivo si alza e le performance del nostro paese si abbassano. "L'attuazione dell'accordo di Parigi obbliga a una svolta delle politiche climatiche a tutti i livelli, compreso quello nazionale", spiega Edo Ronchi, presidente della Fondazione per lo sviluppo sostenibile. "Prima si parte, prima si possono cogliere le opportunità di nuovi investimenti, di nuova occupazione, di sviluppo della green economy".

Per l'Italia del resto - come nota Andrea Barbabella, responsabile energia della Fondazione - per raggiungere gli obiettivi di Parigi basterebbe ripetere un copione vincente già sperimentato: far crescere le rinnovabili al ritmo di un milione di tonnellate equivalenti petrolio all'anno e tagliare leemissioni serra di 11 milioni di tonnellate di CO2 all'anno è meno di quanto è già avvenuto nel periodo 2005 - 2013.

Per accelerare il processo la ricerca propone una serie di interventi: riformare la fiscalità in chiave ecologica introducendo una carbon tax, togliendo gli incentivi ambientalmente dannosi e riducendo la tassazione sulle imprese e sul lavoro; spingere sull'efficienza energetica; sviluppare la mobilità sostenibile; sostenere il ruolo attivo dell'agricoltura nella lotta al cambiamento climatico; promuovere lo sviluppo dell'economia circolare; stimolare l'innovazione orientata alla green economy.

(FONTE: La Repubblica)

12/04/2016

NUOVO CONTO TERMICO. GUIDA AGLI INCENTIVI
Sul sito del GSE una pagina dedicata al nuovo Conto termico, il meccanismo di incentivi per l’efficienza energetica e la produzione di energia termica da rinnovabili.

Il nuovo Conto Termico, previsto dal decreto del 16 febbraio 2016 e che entrerà in vigore dal 31 maggio, potenzia e semplifica il meccanismo di sostegno già introdotto dal decreto del 28 dicembre 2012, che incentiva interventi per l’incremento dell’efficienza energetica e la produzione di energia termica da fonti rinnovabili.

Il GSE dedica una pagina del proprio sito web al nuovo Conto termico, con una sintesi delle informazioni e delle principali novità introdotte dal decreto del 16 febbraio.

Il nuovo Conto Termico è un meccanismo, nel suo complesso, rinnovato rispetto a quello introdotto dal decreto del 2012, che consente di riqualificare gli edifici per migliorarne le prestazioni energetiche, riducendo i costi dei consumi e recuperando in tempi brevi parte della spesa sostenuta. Inoltre, tale meccanismo consente alle Pubbliche amministrazioni di esercitare il loro ruolo esemplare previsto dalle direttive sull’efficienza energetica e contribuisce a costruire un “Paese più efficiente”.

I soggetti che possono richiedere gli incentivi sono:

Pubbliche Amministrazioni, inclusi gli ex Istituti autonomi case popolari, le cooperative di abitanti iscritte all’Albo nazionale delle società cooperative edilizie di abitazione e dei loro consorzi costituito presso il Ministero dello Sviluppo economico, nonché le società a patrimonio interamente pubblico e le società cooperative sociali iscritte nei rispettivi albi regionali;
Soggetti privati.
L’accesso ai meccanismi di incentivazione può essere richiesto direttamente dai soggetti ammessi o per il tramite di una Energy Service Company (ESCO): per le PA attraverso la sottoscrizione di un contratto di prestazione energetica, per i soggetti privati anche mediante un contratto di servizio energia.

Dal 19 luglio 2016 (a 24 mesi dall’entrata in vigore del decreto legislativo n. 102-2014, che attua la direttiva 2012/27/UE sull'efficienza energetica), potranno presentare richiesta di incentivazione al GSE solamente le ESCO in possesso della certificazione, in corso di validità, secondo la norma UNI CEI 11352.

Fra gli interventi ammessi agli incentivi previsti dal Conto termico figurano in primo luogo quelli per l'incremento dell’efficienza energetica in edifici esistenti (riservati alle PA), e nello specifico:

Efficientamento dell’involucro: coibentazione pareti e coperture; sostituzione serramenti; installazione schermature solari; trasformazione degli edifici esistenti in "nZEB"; illuminazione d’interni; tecnologie di building automation;
Sostituzione di impianti esistenti per la climatizzazione invernale con impianti a più alta efficienza come le caldaie a condensazione.
Ammissibili inoltre interventi di piccole dimensioni di produzione di energia termica da fonti rinnovabili e di sistemi ad alta efficienza, quali:

Sostituzione di impianti esistenti con generatori alimentati a fonti rinnovabili: pompe di calore, per climatizzazione anche combinata per acqua calda sanitaria; caldaie, stufe e termocamini a biomassa; sistemi ibridi a pompe di calore;
Installazione di impianti solari termici anche abbinati a tecnologia solar cooling per la produzione di freddo.
Gli interventi devono essere realizzati utilizzando esclusivamente apparecchi e componenti di nuova costruzione e devono essere correttamente dimensionati in funzione dei reali fabbisogni di energia termica.

Gli incentivi previsti dal Conto termico sono regolati da contratti di diritto privato tra il GSE e il soggetto responsabile, e sono corrisposti dal GSE nella forma di rate annuali costanti della durata compresa tra 2 e 5 anni, in base alla tipologia di intervento e alla sua dimensione, o in un’unica soluzione, nel caso in cui l’ammontare dell’incentivo non superi i 5mila euro.

Le PA - e le ESCO che operano per loro conto - che optano per l’accesso diretto possono richiedere l’erogazione dell’incentivo in un’unica soluzione, anche nel caso in cui l’importo del beneficio complessivamente riconosciuto superi i 5mila euro. Quelle che al contrario optano per l’accesso tramite prenotazione possono beneficiare di un pagamento in acconto ad avvio lavori e un saldo alla loro conclusione.

Gli incentivi del Conto termico non sono cumulabili con altri incentivi statali, fatti salvi i fondi di rotazione, i fondi di garanzia e i contributi in conto interesse. Alle PA (escluse le cooperative di abitanti e le cooperative sociali) è consentito il cumulo degli incentivi con incentivi in conto capitale, anche statali, nei limiti di un finanziamento complessivo massimo del 100% delle spese ammissibili.

L’accesso agli incentivi può avve**re attraverso due modalità:

Accesso diretto: per gli interventi realizzati dalle PA e dai soggetti privati, la richiesta deve essere presentata entro 60 giorni dalla fine dei lavori. E’ previsto un iter semplificato per gli interventi riguardanti l’installazione di uno degli apparecchi di piccola taglia (per generatori fino a 35 kW e per sistemi solari fino a 50 mq) contenuti nel catalogo degli apparecchi domestici, reso pubblico e aggiornato periodicamente dal GSE;
Prenotazione: per gli interventi ancora da realizzare da parte delle PA e delle ESCO che operano per loro conto, erogazione di un primo acconto all’avvio e il saldo alla conclusione dei lavori.
Per la prenotazione dell’incentivo, le PA (ad eccezione delle cooperative di abitanti e delle cooperative sociali) possono presentare la scheda-domanda a preventivo, in presenza di:

una diagnosi energetica e un atto amministrativo attestante l’impegno alla realizzazione di almeno un intervento tra quelli indicati nella diagnosi stessa;
un contratto di prestazione energetica stipulato tra la PA e una ESCO;
un provvedimento o un atto amministrativo attestante l’avvenuta assegnazione dei lavori con il verbale di consegna dei lavori.
La richiesta di prenotazione deve essere accettata dal GSE. In tal caso, quest’ultimo procede a impegnare, a favore del richiedente, la somma corrispondente all’incentivo spettante.

La richiesta operativa degli incentivi in accesso diretto deve avve**re tramite l’apposito applicativo informatico Portaltermico, tramite il quale i soggetti, entro 60 giorni dalla data di conclusione dell’intervento, compilano e inviano la documentazione necessaria per l’ammissione all’incentivo.

17/02/2016

UE: STRATEGIA RISCALDAMENTO E RAFFREDDAMENTO

Intelligente, sostenibile e super efficiente. Questi i tre aggettivi su cui si dovranno plasmare i sistemi di riscaldamento e raffreddamento dell’UE-28. Per farlo la Commissione europea ha presentato oggi la prima strategia dedicata ai consumi della climatizzazione edilizia e a quelli termici dell’industria.
Parte del più ampio pacchetto di misure sulla sicurezza energetica, la Heating and Cooling Strategy ha come obiettivo quello di alleggerire costi ed emissioni legati all’energia impiegata sia per il riscaldamento e raffrescamento degli edifici, siano essi residenziali o nel settore dei servizi (ad esempio scuole, ospedali, edifici per uffici), sia per i processi industriali.
Sommate insieme queste voci infatti, rappresentano ben il 50% del consumo di energia annuale dell’UE. Non solo: il 75% del riscaldamento e del raffreddamento è prodotto a partire da combustibili fossili. La strategia proposta in materia di riscaldamento e raffreddamento è centrata sulla rimozione degli ostacoli che frenano la decarbonizzazione in ambito edilizio e industriale.

Cosa prevede la strategia su riscaldamento e raffrescamento:
1) Facilitare la ristrutturazione degli edifici includendo elementi di riscaldamento sostenibile e ad alta efficienza (come ad esempio le pompe di calore) e materiali isolanti.
2) Promuovere collaudati modelli di efficienza energetica in scuole pubbliche e ospedali che incentivino soluzioni in auto-consumo e sistemi di riscaldamento e raffreddamento alimentati da fonti pulite di energia rinnovabile.
3) Rafforzare l’affidabilità dei certificati di rendimento energetico.

La strategia prevede anche di aumentare quota di energie rinnovabili sopra l’attuale 18%, includendo nuovo sostegno finanziario alle tecnologie “verdi” da rendere disponibile attraverso fondi strutturali europei e fondi di investimento, e il programma Horizon 2020. Altro punto clou, il riutilizzo del calore di scarto dell’industria, attraverso sistemi di teleriscaldamento o impianti in assetto di cogenerazione.

A conti fatti, spiega la commissione europea, i primi benefici si avrebbero per il consumatore: sistemi di riscaldamento sostenibili ed efficienti come le pompe di calore in combinazione con pannelli solari termici, potrebbero ridurre i costi energetici annui per famiglia da 1.500-2.000 a 300-500 euro.

(FONTE: www.rinnovabili.it)

La testata giornalistica, diretta da Mauro Spagnolo, sulle fonti rinnovabili, l'efficienza energetica e la sostenibilità ambientale, economica e sociale.

29/01/2016

CONTATORE RINNOVABILI NON FV AGGIORNATO

Il GSE informa che è stato aggiornato al 31 dicembre 2015 il Contatore del “costo indicativo cumulato annuo degli incentivi” riconosciuti agli impianti alimentati da fonti rinnovabili diversi da quella fotovoltaica.

Il costo indicativo annuo risulta pari a circa 5,658 miliardi di euro, con una diminuzione di circa 11 milioni di euro rispetto al mese precedente.
La riduzione osservata - spiega il Gestore - è dovuta principalmente alla progressiva scadenza del periodo di incentivazione di alcuni impianti a CV e all’attività di verifica condotta dal GSE che ha determinato l’annullamento di alcune qualifiche IAFR.

Il contatore dà conto degli oneri di incentivazione imputabili agli impianti incentivati con il provvedimento CIP 6 (quota rinnovabile), con i Certificati Verdi, con le Tariffe Onnicomprensive ai sensi del D.M. 18/12/2008, agli impianti incentivati mediante il Conto Energia per il Solare Termodinamico, agli impianti ammessi ai registri in posizione utile o vincitori delle procedure d'asta ai sensi del D.M. 6/7/2012 e agli impianti i cui Soggetti Responsabili hanno presentato richiesta di ammissione agli incentivi del D.M. 6/7/2012 a seguito dell'entrata in esercizio.

Le modalità di calcolo utilizzate sono illustrate nel documento informativo "Il Contatore degli oneri delle fonti rinnovabili".

Nel documento “Scenari di evoluzione del contatore FER definito dal D.M. 6/7/2012” il Gestore fornisce i possibili scenari di evoluzione del costo indicativo degli incentivi nei prossimi mesi.

28/01/2016

DECRETO CONTO TERMICO FIRMATO DAL MINISTRO

Il decreto sul Conto Termico è stato firmato ieri dal ministro dello Sviluppo Economico, Federica Guidi. Il decreto, che mette a disposizione 900 milioni annui, di cui 700 per i privati e imprese e 200 per la Pubblica Amministrazione, rivede la disciplina per l’incentivazione dei piccoli interventi, per l’incremento dell''efficienza energetica e per la produzione di energia termica da fonti rinnovabili (come da DM 28 dicembre 2012).

Si tratta di “un ulteriore tassello nel quadro complessivo degli incentivi a favore degli interventi di promozione dell’efficienza energetica che costituisce una delle principali priorità di azione del Governo in campo energetico", dicono dallo Sviluppo economico.

Ricordiamo anche la possibilità, per le sole Pubbliche Amministrazioni, di richiedere, prima della realizzazione degli interventi e al ricorrere di precise condizioni, la prenotazione degli incentivi con impegno all’erogazione delle risorse.

“Il nuovo Conto Termico dovrebbe rilanciare questa forma di incentivo, fino ad oggi ampiamente inutilizzato, mettendo a disposizione 900 milioni di euro annui, di cui 700 per privati e imprese e 200 per le PA, le cooperative sociali e le società di patrimonio pubblico”, dichiarano ANIMA, Assoclima e Assotermica, aggiungendo di aver “lavorato costantemente con le Istituzioni per la pubblicazione ottimale della revisione e in modo particolare per risolvere la scarsa remunerabilità e la complessità dei processi legati al Conto Termico”.

Il Presidente di ANIMA Alberto Caprari parla di "una misura finalmente senza scadenza e permanente. Non fluttuante pertanto come gli incentivi fiscali. Entrambi sono strumenti complementari e il Conto Termico revisionato è ottimo per compensare l’incertezza delle detrazioni. Si favorisce così una certa stabilità per gli utilizzatori e le industrie delle tecnologie italiane. Riteniamo urgente, pertanto, che una parte dei fondi a disposizione siano investiti anche nella comunicazione agli utenti finali, affinché presto ne possano trarre vantaggio”.

"Tra le novità più importanti, a cui abbiamo lavorato assiduamente - aggiunge Alberto Montanini, Presidente Assotermica - segnaliamo l’assegnazione dell’incentivo ai pannelli solari termici in ragione della loro producibilità media (e quindi della loro resa) e l’attribuzione dello stesso anche agli apparecchi ibridi con caldaia a condensazione e p***a di calore. In quest’ultimo caso ci auguriamo che possa essere un contributo importante alla crescita di un segmento di mercato verso il quale tutte le nostre imprese pongono grande attenzione. Non da ultimo, segnaliamo la possibilità di ottenere il rilascio dell’importo spettante in un’unica rata per valori del beneficio non superiori ai 5.000 euro, rispetto ai 2 o 5 anni attuali. È evidente che ciò dovrebbe rendere ancora più appetibile l’investimento per i soggetti che potranno beneficiare del nuovo incentivo”.

Assoclima, attraverso la voce del Presidente Alessandro Riello, dichiara che “questo provvedimento completa il quadro degli incentivi anche a supporto delle tecnologie più efficienti per la climatizzazione invernale degli edifici. Oltre a misure semplificative, che rendono più agevole l’accesso all’incentivo e più rapida la sua erogazione, sono stati introdotti l’ampliamento della tipologia di interventi agevolabili, l’adeguamento del livello di incentivazione e l’aggiornamento dei requisiti tecnici minimi di accesso."

"Tra le misure di semplificazione - continua - il decreto prevede la predisposizione, a cura del GSE, di una lista di prodotti idonei con potenza termica fino a 35 kW per i quali sarà possibile usufruire di una procedura semiautomatica per l’accesso agli incentivi. Per quanto riguarda in particolare le pompe di calore, è stata riconosciuta la precedente debolezza dell’incentivo, rispetto al costo di investimento sostenuto, e quindi prevista la revisione dei valori del coefficiente di valorizzazione dell’energia termica prodotta Ci. È stato previsto l’innalzamento della soglia di ammissibilità degli impianti dagli attuali 1000 kW a 2000 kW”.

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