12/11/2025
Il 95% degli Imprenditori Italiani Non Ha Mai Visto un Politico. Eppure Li Odiate Tutti.
La verità che nessuno vuole sentire (e che è peggio di quanto pensiate): Le partecipate statali dirette rappresentano "solo" il 15,4% del PIL italiano.
Ma aspetta, c'è di più:
- 3.558 partecipate locali (comuni, regioni, province) con 283.721 addetti
- 8.250 unità economiche pubbliche totali con 879.052 addetti
- L'indotto: ogni partecipata muove 3-5 volte i suoi dipendenti diretti
- Gli appalti pubblici: con una spesa pubblica al 50% del PIL, decine di migliaia di aziende campano di commesse statali
- Le concessioni monopolistiche: autostrade, aeroporti, porti, slot, frequenze TV, farmacie, taxi, spiagge
- Il sistema bancario semi-pubblico: fondazioni nominate dalla politica che controllano le banche
TOTALE REALE: oltre il 60% del PIL italiano dipende direttamente o indirettamente dallo Stato.
Nel frattempo, il 95% delle imprese italiane sono microimprese con meno di 10 dipendenti che non vedono un euro.
Tradotto: più di metà dell'economia è in mano a poche migliaia di aziende collegate al potere, mentre 4 MILIONI di microimprese si spartiscono le briciole rimanenti tra tutte.
Eppure, nella narrativa popolare, "gli imprenditori" sono tutti uguali. Tutti sfruttatori. Tutti evasori. Tutti cattivi.
Vi state facendo prendere per il c**o. È ora di capire chi è il vero nemico e cioè il vero capitalismo clientelare italiano (con nomi e cognomi)
1. Caso FIAT/Agnelli: 220 miliardi di euro di regalo
Federcontribuenti stima che la FIAT abbia ricevuto 220 miliardi di euro in aiuti statali dal 1975 ad oggi. Altri parlano "solo" di 7,6 miliardi negli ultimi 30 anni.
In ogni caso: nel 1975 la FIAT aveva 250.000 dipendenti. Oggi il gruppo ne ha 30.000 in Italia.
220 miliardi per perdere 220.000 posti di lavoro.
Le FIAT facevano schifo? Doveva fallire e lasciare spazio a aziende più performanti (tenute fuori con dazi e protezionismo becero per decenni). Fine.
Invece no. Salvataggio su salvataggio. Cassa integrazione pagata da noi. Rottamazioni pagate da noi. Stabilimenti costruiti con soldi pubblici.
E mentre Agnelli incassava miliardi, il meccanico sotto casa vostra pagava il 65% di tasse. E voi radical-chic odiavate lui e osannavate l'"avvocato" cretino col Rolex sul polsino mentre sciava a Courmayeur. Imbecilli.
2. Caso Benetton/Autostrade: il monopolio assassino
I Benetton hanno acquisito Autostrade nel 1999 per 2,5 miliardi. Concessione monopolistica fino al 2038.
Nota bene: CONCESSIONE. Non hanno costruito un c***o. Gli abbiamo REGALATO un monopolio.
Risultato? Dal 1982 al crollo del Ponte Morandi, solo l'1,99% (488.000 euro) di manutenzione era stata fatta sotto la gestione dal concessionario privato Benetton. Perchè se hai il monopolio, privato o pubblico te ne sbatti.
43 morti a Genova.
La punizione? Hanno rivenduto allo Stato per oltre 8 miliardi di euro.
Hanno guadagnato 6 miliardi lasciando morire 43 persone. Grazie alla CONCESSIONE dello Stato.
3. Caso MPS: 30 miliardi bruciati (e contando)Dal 2012, lo Stato ha speso almeno 20 miliardi tra interventi diretti e indiretti per salvare Monte dei Paschi.
Nel 2017 sono stati iniettati 5,4 miliardi di euro di aiuti pubblici. Il costo totale stimato dal 2008 arriva a sfiorare i 30 miliardi di euro, tra aumenti di capitale bruciati e contributi pubblici.
Ogni contribuente italiano ha pagato circa 73 euro per famiglia solo per l'ultima ricapitalizzazione, ma considerando le cause legali pendenti per 10 miliardi, il conto potrebbe salire a 383 euro a famiglia.
4. Caso Coop Rosse: il monopolio territoriale mascherato
Per decenni hanno fatto lobbying per impedire alla concorrenza di entrare nei loro territori. Permessi edilizi negati ai competitor. Regolamenti comunali su misura. Zone commerciali bloccate.
Tutto grazie agli "amici" nei comuni rossi. Altro che libero mercato e turbocapitalismo... della povera parrucchiera che tinge i capelli mentre risponde al telefono.
5. Le concessioni balneari: 30.000 imprenditori finti
30.000 concessioni balneari che pagano canoni ridicoli (media 8.000 euro/anno) per spiagge che fatturano milioni.
Non sono imprenditori. Sono rentier che campano di una concessione pubblica. Il vero imprenditore compete. Loro hanno il monopolio della spiaggia.
6. Caso Banche Venete: 17 miliardi regalo a Intesa
Il salvataggio di Popolare di Vicenza e Veneto Banca nel 2017 è costato 5,1 miliardi di esborso immediato più 12 miliardi di garanzie statali.
Intesa Sanpaolo ha acquisito la parte "buona" per 50 centesimi, mentre lo Stato si è accollato tutti i debiti.
17 miliardi potenziali per salvare banche che prestavano soldi agli amici. Il vostro artigiano invece deve dare la casa in garanzia per 50.000 euro.
7. Caso ILVA: 50 miliardi di disastro
Per salvare l'ILVA servono almeno 8-13 miliardi immediati. Dal 2013 al 2018, l'impatto sul PIL nazionale è stato di 3-4 miliardi l'anno di perdite, per un totale di circa 50 miliardi di mancata ricchezza nazionale in 30 anni.
50 miliardi buttati per tenere aperta una fabbrica che inquina e uccide. Mentre la vostra PMI chiude se supera di 0,1 i limiti ambientali.
8. Caso Terremoto L'Aquila: miliardi nelle mani della mafia
La ricostruzione dell'Aquila è stata segnata da scandali e infiltrazioni mafiose.
Il Parlamento europeo ha denunciato che i 493 milioni di euro europei sono serviti per foraggiare società legate alla criminalità per costruire case troppo care con materiali scadenti.
Le ordinanze con deroghe hanno permesso alle società vicine alla criminalità organizzata di infiltrarsi. Miliardi per ricostruire con la sabbia al posto del cemento. Mentre il muratore onesto perde gli appalti.
possiamo andare avanti per giorni...
Il pattern è sempre lo stesso:
1. Azienda vicina al potere ottiene concessioni /monopoli/ salvataggi
2. Non compete mai davvero perché ha il mercato garantito
3. Quando va male, lo Stato (cioè noi) paga
4. Quando va bene, i profitti sono privati
5. L'indotto diventa ostaggio: migliaia di fornitori dipendono da loro
Questo NON è capitalismo nè turbo-capitalismo. È FEUDALESIMO 2.0.
Intanto, il 95% degli imprenditori veri...
Il pizzaiolo con 3 dipendenti che apre alle 5 del mattino?
Zero aiuti. Zero concessioni. Se sbaglia una pizza di troppo, chiude.
Il meccanico con l'officina di famiglia?
Zero salvataggi. Zero monopoli. Se non ripara bene, i clienti vanno altrove.
La parrucchiera con 2 collaboratrici?
Zero cassa integrazione pagata dallo Stato. Se non ha clienti, fallisce.
Il fruttivendolo che gira con il furgone scassato?
Zero appalti garantiti. Deve conquistarsi ogni cliente.
Questi sono tartassati da:
- Tasse al 65% (tra tutto)
- Burocrazia creata per favorire i grandi (mai visto ENI compilare un ISA?)
- Controlli fiscali continui (Guardia di Finanza dal pizzaiolo, mai da Autostrade SpA)
- Concorrenza sleale delle aziende protette dallo Stato
La manipolazione perfetta. Ecco il genio del sistema:
Vi fanno odiare "gli imprenditori" in generale, così non distinguete tra:
- Il 5% che campa di Stato e monopoli
- Il 95% che si spacca la schiena nella vera concorrenza
State odiando le vittime invece dei carnefici.
La pensi come me ?
24-25 Novembre sulla scheda scrivi PANTO .