24/08/2026
๐๐ ๐ฃ๐๐จ' ๐๐๐๐๐ฅ๐ ๐๐ ๐ ๐๐๐๐ก๐ ๐๐ ๐๐๐ง๐๐๐๐๐จ๐ฆ๐: in uno studio appena pubblicato su "Astronomy & Astrophysics" intitolato "ALMA high resolution observations of Betelgeuse: Persistent structure spanning the inner atmosphere", un team di ricercatori ha analizzato in dettaglio la struttura e la stabilitร temporale dell'atmosfera interna (tra 1 e 2,5 raggi stellari) della celebre supergigante rossa Betelgeuse (ฮฑ Orionis) su quella che, ad oggi, รจ la piรน nitida immagine ottenuta di sempre della fotosfera della stella, lontana poco meno di 550 anni-luce dal Sistema Solare.
Attraverso l'impiego dell'interferometro ALMA nella sua configurazione a linee di base piรน lunghe ovvero con le antenne paraboliche disposte alla massima distanza fisica reciproca - 16 km - per simulare un unico telescopio gigante e ottenere la massima nitidezza visiva possibile, gli autori hanno condotto osservazioni ad alto contrasto a lunghezze d'onda sub-millimetriche, comprese tra 0,6 e 1,4 mm, raggiungendo una risoluzione angolare fino a 7 millesimi di secondo d'arco alle frequenze piรน elevate.
L'emissione nel continuo proviene principalmente da una fotosfera sub-millimetrica otticamente spessa avente un raggio compreso tra 1,1 e 1,3 raggi stellari e caratterizzata da una temperatura media relativamente costante di circa 2.300 K. Tuttavia, la stella NON presenta una forma sferica ma mostra marcate deviazioni dalla simmetria radiale, con variazioni fino a ยฑ6% nel raggio fotosferico. La motivazione principale per cui la stella non รจ sferica risiede nella presenza di onde d'urto attive e fortemente asimmetriche guidate da gigantesche celle convettive sottostanti. Questa convezione su larga scala genera due macchie significativamente piรน calde, localizzate nelle regioni Nord-Est e Sud-Ovest; la piรน luminosa di queste strutture evidenzia un incremento di temperatura eccezionale valutato in circa 800 K rispetto all'ambiente circostante. Tali regioni calde distorcono fisicamente il profilo della fotosfera, espandendo localmente il gas e spezzando la sfericitร dell'astro.
Un altro dato fondamentale emerso dal confronto con osservazioni ALMA analoghe effettuate nel 2015 a 0,9 mm riguarda la persistenza temporale di queste asimmetrie: posizione e intensitร della regione piรน calda appaiono infatti quasi del tutto inalterate a distanza di anni, dimostrando una longevitร delle strutture nettamente superiore rispetto a quanto previsto dai modelli teorici tradizionali di sola convezione pura. Queste aree calde si troverebbero in prossimitร dei presunti poli di Betelgeuse, suggerendo l'esistenza di una convezione polare piรน intensa, stabile e direzionata.
A contribuire alla forma irregolare della stella รจ anche l'inviluppo gassoso esteso scoperto tramite le linee di emissione di monossido di silicio (SiO), monossido di carbonio (CO) e dei loro isotopomeri (molecole che possiedono identica formula chimica e struttura di legame ma che differiscono per posizione di isotopi al loro interno, alterando leggermente simmetria e frequenze di vibrazione della molecola, lasciando cosรฌ impronte spettrali distinte e utili agli astrofisici).
Un'emissione continua piรน debole e una struttura di gas a grumi si estendono infatti fino a circa 2,5 raggi stellari, evidenziando come anche la perdita di massa della stella non sia omogenea o isotropa.
Infine, sebbene la distribuzione spaziale del gas sia cambiata in modo significativo rispetto al 2015, i dati sulle linee di emissione e di assorbimento sovrapposte alla fotosfera non forniscono alcuna prova chiara di una rotazione stellare uniforme o rapida.
Stefano Schirinzi (Centro Studi Astronomici Antares Trieste)
Link alla pubblicazione:
https://arxiv.org/abs/2608.19339