Centro Studi Astronomici Antares Trieste

Centro Studi Astronomici Antares Trieste Associazione di astronomi non-professionisti e professionisti atta a divulgare Astronomia/Astrofisica

Associazione che promuove lo studio dell'Astronomia e delle sue branche (Astronomia osservativa, Astronomia sferica,, Astrofisica, Astronomia stellare, galattica ed extragalattica, Planetologia, Cosmologia, Astrobiologia, Storia dell'Astronomia, Astrofotografia)

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30/08/2026

โ€œ๐—ฆ๐—ผ๐˜๐˜๐—ผ ๐—ถ๐—น ๐—–๐—ถ๐—ฒ๐—น๐—ผ ๐—ฑ๐—ถ ๐—–๐—ฎ๐—ฟ๐˜€๐—ถ๐—ฎ๐—ป๐—ฎโ€ - Ringraziamo il Giardino botanico CARSIANA per averci ospitati nella serata di ieri. Esplorare il giardino di notte e osservare le costellazioni, la Luna e Saturno dalla dolina รจ stata unโ€™esperienza indimenticabile! ๐Ÿคฉ Grazie a tutti i partecipanti e speriamo di poter replicare la serata in futuro โœจ

๐—™๐—œ๐—ก๐—˜๐—ฆ๐—ง๐—ฅ๐—” ๐—ฆ๐—จ๐—Ÿ ๐—–๐—ข๐—ฆ๐— ๐—ข : nellโ€™articolo di oggi pubblicato su โ€œIl Piccoloโ€, firmato da ๐—š๐—ถ๐—ด๐—น๐—ถ๐—ผ๐—น๐—ฎ ๐—”๐—ป๐˜๐—ผ๐—ป๐—ฎ๐˜‡๐˜‡๐—ถ per il Centro Studi...
27/08/2026

๐—™๐—œ๐—ก๐—˜๐—ฆ๐—ง๐—ฅ๐—” ๐—ฆ๐—จ๐—Ÿ ๐—–๐—ข๐—ฆ๐— ๐—ข : nellโ€™articolo di oggi pubblicato su โ€œIl Piccoloโ€, firmato da ๐—š๐—ถ๐—ด๐—น๐—ถ๐—ผ๐—น๐—ฎ ๐—”๐—ป๐˜๐—ผ๐—ป๐—ฎ๐˜‡๐˜‡๐—ถ per il Centro Studi Astronomici Antares di Trieste, andiamo alla scoperta di una suggestiva teoria che lega la ๐—ฝ๐—ฟ๐—ผ๐—ณ๐—ฒ๐˜‡๐—ถ๐—ฎ ๐—ฑ๐—ถ ๐—ง๐—ฒ๐—ผ๐—ฐ๐—น๐—ถ๐—บ๐—ฒ๐—ป๐—ผ (nel XX canto dellโ€™Odissea) allโ€™eclissi solare. Un affascinante connubio tra mito e scienza che ci fa chiedere: e se Omero avesse davvero โ€œfotografatoโ€ un evento astronomico per segnare il destino del suo eroe? Cosa ne pensate?
โœจ Buona lettura

๐—ฆ๐—ง๐—ฅ๐—”๐—ข๐—ฅ๐——๐—œ๐—ก๐—”๐—ฅ๐—œ๐—” ๐—™๐—ข๐—ง๐—ข ๐——๐—˜๐—Ÿ๐—Ÿ๐—” ๐—Ÿ๐—จ๐—ก๐—” ๐—ง๐—˜๐—•๐—˜: la sonda robotica Juno (NASA) ha regalato alla comunitร  astronomica un ritratto ravv...
25/08/2026

๐—ฆ๐—ง๐—ฅ๐—”๐—ข๐—ฅ๐——๐—œ๐—ก๐—”๐—ฅ๐—œ๐—” ๐—™๐—ข๐—ง๐—ข ๐——๐—˜๐—Ÿ๐—Ÿ๐—” ๐—Ÿ๐—จ๐—ก๐—” ๐—ง๐—˜๐—•๐—˜: la sonda robotica Juno (NASA) ha regalato alla comunitร  astronomica un ritratto ravvicinato e ad alta risoluzione di Tebe, uno dei satelliti piรน interni e sfuggenti di Giove. Nel Sistema Solare, la stragrande maggioranza delle piccole lune che orbitano attorno ai giganti gassosi e ghiacciati rimane tuttora priva di immagini soddisfacenti: trattandosi di corpi di dimensioni ridotte e trovandosi a distanze enormi dalla Terra, le riprese effettuate da lontano mostrano solitamente poco piรน di un punto luminoso o di una sagoma sfuocata. E difficile รจ, oltremodo, ottenere immagini a risoluzione decente da sonde spaziali inviate a investigare i giganti gassosi dal momento in cui non sempre i passaggi a questi oggetti quasi del tutto sconosciuti sono "ravvicinati".

Ottenere un'immagine nitida come questa rilasciata da Juno, ripresa da circa 5.000 km di distanza dalla piccola luna gioviana, rappresenta dunque un'eccezione straordinaria nel panorama dell'esplorazione spaziale. Si tratta della seconda straordinaria ripresa dettagliata nella storia dell'esplorazione di questa luna: la prima fu effettuata dalla sonda Galileo il 4 maggio 2000, uno scatto storico nel quale, oltre alla forma fortemente irregolare del satellite, risultรฒ ben visibile un grande cratere da impatto, successivamente denominato Zethus.

Scoperta nel 1979 dall'astronomo Stephen Synnott analizzando le immagini catturate da Voyager 1 durante il fly-by gioviano, Tebe รจ la seconda luna piรน grande tra quelle interne di Giove, settima in ordine assoluto nel sistema gioviano. Non possiede una forma sferica ma appare come un corpo irregolare con dimensioni di circa 116x98x84 km e un raggio medio di circa 49 km. Completa un'orbita attorno al pianeta gigante in sole 16 ore a una distanza media di circa 221.900 km, trovandosi ben all'interno dell'orbita di Io, la piรน vicina delle lune galileiane.

Come molti satelliti interni, Tebe รจ in rotazione sincrona e rivolge sempre la stessa faccia al gigante gassoso. La sua superficie si presenta scura, fortemente martoriata da impatti meteorici, tra i quali spicca proprio il menzionato cratere Zethus, intitolato al fratello gemello della figura mitologica di Tebe. Oltre alla sua rilevanza geologica, Tebe svolge un ruolo cruciale nella dinamica planetaria in quanto principale sorgente di materiale per l'anello gossamer, uno dei tenui anelli esterni di Giove: gli impatti di micrometeoriti sollevano continuamente polvere dalla superficie della luna, la quale si disperde poi lungo la sua traiettoria orbitale creando una struttura diffusa - l'anello - largo circa 97 mila chilometri e spesso circa 8.400 chilometri. I planetologi NASA hanno infatti confermato che Tebe risiede al bordo esterno di questo sistema di anelli, alimentandone direttamente la formazione attraverso la citata dispersione dei propri detriti.

L'aspetto ancor piรน sorprendente di questa fotografia di Juno risiede nello strumento utilizzato per catturarlo: la Stellar Reference Unit (SRU). Pur essendo stata progettata principalmente per tracciare le stelle permettendo cosรฌ la navigazione della sonda, l'elevatissima sensibilitร  della SRU in condizioni di scarsissima luminositร  l'ha resa uno strumento scientifico secondario di prim'ordine, giร  impiegato in passato per scoprire i fulmini superficiali nell'atmosfera di Giove e per fotografare il suo sistema di anelli.

Stefano Schirinzi (Centro Studi Astronomici Antares Trieste)

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24/08/2026

๐—Ÿ๐—” ๐—ฃ๐—œ๐—จ' ๐—–๐—›๐—œ๐—”๐—ฅ๐—” ๐—œ๐— ๐— ๐—”๐—š๐—œ๐—ก๐—˜ ๐——๐—œ ๐—•๐—˜๐—ง๐—˜๐—Ÿ๐—š๐—˜๐—จ๐—ฆ๐—˜: in uno studio appena pubblicato su "Astronomy & Astrophysics" intitolato "ALMA high resolution observations of Betelgeuse: Persistent structure spanning the inner atmosphere", un team di ricercatori ha analizzato in dettaglio la struttura e la stabilitร  temporale dell'atmosfera interna (tra 1 e 2,5 raggi stellari) della celebre supergigante rossa Betelgeuse (ฮฑ Orionis) su quella che, ad oggi, รจ la piรน nitida immagine ottenuta di sempre della fotosfera della stella, lontana poco meno di 550 anni-luce dal Sistema Solare.

Attraverso l'impiego dell'interferometro ALMA nella sua configurazione a linee di base piรน lunghe ovvero con le antenne paraboliche disposte alla massima distanza fisica reciproca - 16 km - per simulare un unico telescopio gigante e ottenere la massima nitidezza visiva possibile, gli autori hanno condotto osservazioni ad alto contrasto a lunghezze d'onda sub-millimetriche, comprese tra 0,6 e 1,4 mm, raggiungendo una risoluzione angolare fino a 7 millesimi di secondo d'arco alle frequenze piรน elevate.

L'emissione nel continuo proviene principalmente da una fotosfera sub-millimetrica otticamente spessa avente un raggio compreso tra 1,1 e 1,3 raggi stellari e caratterizzata da una temperatura media relativamente costante di circa 2.300 K. Tuttavia, la stella NON presenta una forma sferica ma mostra marcate deviazioni dalla simmetria radiale, con variazioni fino a ยฑ6% nel raggio fotosferico. La motivazione principale per cui la stella non รจ sferica risiede nella presenza di onde d'urto attive e fortemente asimmetriche guidate da gigantesche celle convettive sottostanti. Questa convezione su larga scala genera due macchie significativamente piรน calde, localizzate nelle regioni Nord-Est e Sud-Ovest; la piรน luminosa di queste strutture evidenzia un incremento di temperatura eccezionale valutato in circa 800 K rispetto all'ambiente circostante. Tali regioni calde distorcono fisicamente il profilo della fotosfera, espandendo localmente il gas e spezzando la sfericitร  dell'astro.

Un altro dato fondamentale emerso dal confronto con osservazioni ALMA analoghe effettuate nel 2015 a 0,9 mm riguarda la persistenza temporale di queste asimmetrie: posizione e intensitร  della regione piรน calda appaiono infatti quasi del tutto inalterate a distanza di anni, dimostrando una longevitร  delle strutture nettamente superiore rispetto a quanto previsto dai modelli teorici tradizionali di sola convezione pura. Queste aree calde si troverebbero in prossimitร  dei presunti poli di Betelgeuse, suggerendo l'esistenza di una convezione polare piรน intensa, stabile e direzionata.

A contribuire alla forma irregolare della stella รจ anche l'inviluppo gassoso esteso scoperto tramite le linee di emissione di monossido di silicio (SiO), monossido di carbonio (CO) e dei loro isotopomeri (molecole che possiedono identica formula chimica e struttura di legame ma che differiscono per posizione di isotopi al loro interno, alterando leggermente simmetria e frequenze di vibrazione della molecola, lasciando cosรฌ impronte spettrali distinte e utili agli astrofisici).

Un'emissione continua piรน debole e una struttura di gas a grumi si estendono infatti fino a circa 2,5 raggi stellari, evidenziando come anche la perdita di massa della stella non sia omogenea o isotropa.

Infine, sebbene la distribuzione spaziale del gas sia cambiata in modo significativo rispetto al 2015, i dati sulle linee di emissione e di assorbimento sovrapposte alla fotosfera non forniscono alcuna prova chiara di una rotazione stellare uniforme o rapida.

Stefano Schirinzi (Centro Studi Astronomici Antares Trieste)

Link alla pubblicazione:
https://arxiv.org/abs/2608.19339

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24/08/2026

โœจ ๐—ฆ๐—ข๐—ง๐—ง๐—ข ๐—œ๐—Ÿ ๐—–๐—œ๐—˜๐—Ÿ๐—ข ๐——๐—œ ๐—–๐—”๐—ฅ๐—ฆ๐—œ๐—”๐—ก๐—”
Sabato 29 agosto, il Giardino Botanico Carsiana si trasformerร  in un palcoscenico a cielo aperto per una serata allโ€™insegna dellโ€™astronomia e della bellezza del Carso.
๐—จ๐—ป ๐˜ƒ๐—ถ๐—ฎ๐—ด๐—ด๐—ถ๐—ผ ๐—ถ๐—ป ๐˜๐—ฟ๐—ฒ ๐—ฎ๐˜๐˜๐—ถ:
๐Ÿฎ๐Ÿฌ:๐Ÿฌ๐Ÿฌ - ๐—ฃ๐—ฎ๐˜€๐˜€๐—ฒ๐—ด๐—ด๐—ถ๐—ฎ๐˜๐—ฎ ๐—ฎ๐—น ๐—ฐ๐—ฟ๐—ฒ๐—ฝ๐˜‚๐˜€๐—ฐ๐—ผ๐—น๐—ผ tra le piante del Carso: unโ€™esperienza sensoriale unica per riscoprire il giardino
๐Ÿฎ๐Ÿญ:๐Ÿฌ๐Ÿฌ - ๐—œ๐—น ๐—ฐ๐—ถ๐—ฒ๐—น๐—ผ ๐˜€๐—ผ๐—ฝ๐—ฟ๐—ฎ ๐—ฑ๐—ถ ๐—ป๐—ผ๐—ถ con gli esperti del Centro Studi Astronomici Antares Trieste per scoprire la Luna e i pianeti
๐Ÿฎ๐Ÿฎ:๐Ÿฌ๐Ÿฌ - ๐—ข๐—ฐ๐—ฐ๐—ต๐—ถ๐—ผ ๐—ฎ๐—น ๐˜๐—ฒ๐—น๐—ฒ๐˜€๐—ฐ๐—ผ๐—ฝ๐—ถ๐—ผ per osservare le meraviglie dellโ€™Universo

๐Ÿ“Giardino Botanico Carsiana, Sgonico (TS)
๐Ÿ“… Sabato 29 agosto 2026, dalle 20:00
๐Ÿ‘ฅ Aperto a tutti
๐ŸŽ’ Abbigliamento comodo e torcia con luce rossa (se giร  in possesso)
๐ŸŽŸ๏ธ Prenotazione consigliata: https://rogos.it/it/calendario/eventi-carsiana/sotto-il-cielo-di-carsiana.html

Vi aspettiamo โœจ

๐ŸŒŒ G-Astronomia - Dai sapori del Carso alle stelle: questa sera, il Centro Studi Astronomici Antares Trieste e l'Agrituri...
23/08/2026

๐ŸŒŒ G-Astronomia - Dai sapori del Carso alle stelle: questa sera, il Centro Studi Astronomici Antares Trieste e l'Agriturismo Miliฤ Zagrski invitano appassionati e curiosi dell'Astronomia (e non solo!) a un'esperienza unica che unisce l'eccellenza della tradizione enogastronomica carsica alle meraviglie dell'Universo.

A partire dalle ore 20:30, presso la sede dell'Agriturismo nella frazione di Sagrado di Sgonico/Zagradec, potrete vivere una straordinaria serata divulgativa immersa nella natura, ideata per accompagnare il pubblico in un affascinante viaggio cosmico guidato dallo staff del Centro Studi Astronomici Antares Trieste.

Il programma prevede una ricca proiezione di immagini e spiegazioni approfondite, osservazioni dirette al telescopio di stelle, ammassi stellari, nebulose e galassie lontane, e spettacolari riprese fotografiche del cielo profondo effettuate in tempo reale. Per garantire il miglior svolgimento della serata e rispettare i tempi della scaletta programmata, รจ fortemente richiesta la prenotazione anticipata chiamando il numero 040-229289 oppure inviando una mail all'indirizzo [email protected].

Vi aspettiamo per una notte indimenticabile tra i profumi della nostra terra e la magia delle stelle!

Christian Selleri (localitร  vicino a Cam. de Burgos, Puentedura, Burgos, Spagna)
22/08/2026

Christian Selleri (localitร  vicino a Cam. de Burgos, Puentedura, Burgos, Spagna)

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22/08/2026

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La Via Lattea non รจ nata nella forma spettacolare a spirale barrata che conosciamo oggi ma si รจ strutturata e ingrandita nel corso di miliardi di anni inghiottendo altre galassie piรน piccole. Uno studio pubblicato sulla rivista ๐—ก๐—ฎ๐˜๐˜‚๐—ฟ๐—ฒ ๐—”๐˜€๐˜๐—ฟ๐—ผ๐—ป๐—ผ๐—บ๐˜† e guidato dall'astrofisico ๐——๐—ฎ๐˜ƒ๐—ถ๐—ฑ๐—ฒ ๐— ๐—ฎ๐˜€๐˜€๐—ฎ๐—ฟ๐—ถ ha aggiunto un tassello fondamentale a questa affascinante storia cosmica, aiutando a ๐—ฟ๐—ถ๐—ฐ๐—ผ๐—บ๐—ฝ๐—ผ๐—ฟ๐—ฟ๐—ฒ ๐—น๐—ฎ ๐—ฐ๐—ฟ๐—ผ๐—ป๐—ผ๐—น๐—ผ๐—ด๐—ถ๐—ฎ ๐—ฐ๐—ผ๐—บ๐—ฝ๐—น๐—ฒ๐˜๐—ฎ ๐—ฑ๐—ฒ๐—น๐—น๐—ฒ ๐—ฐ๐—ผ๐—น๐—น๐—ถ๐˜€๐—ถ๐—ผ๐—ป๐—ถ ๐—ด๐—ฎ๐—น๐—ฎ๐˜๐˜๐—ถ๐—ฐ๐—ต๐—ฒ ๐—น๐—ผ๐—ฐ๐—ฎ๐—น๐—ถ.

Tra queste interazioni, l'evento piรน recente รจ quello con la galassia nana del Sagittario, un processo di fusione iniziato circa 6 miliardi di anni fa e tuttora in corso, la cui attrazione gravitazionale continua a deformare i margini del nostro disco stellare. Risalendo piรน indietro nel tempo, era giร  noto che circa 10,5 miliardi di anni fa la Galassia aveva subito l'impatto con un altro importante sistema chiamato ๐—š๐—ฎ๐—ถ๐—ฎ-๐—ฆ๐—ฎ๐˜‚๐˜€๐—ฎ๐—ด๐—ฒ-๐—˜๐—ป๐—ฐ๐—ฒ๐—น๐—ฎ๐—ฑ๐˜‚๐˜€. Tuttavia, analizzando con straordinaria precisione i dati raccolti dal telescopio spaziale ๐‡๐ฎ๐›๐›๐ฅ๐ž e dal satellite ๐†๐š๐ข๐š gli ammassi globulari galattici - densi agglomerati di centinaia di migliaia di stelle vecchissime - i ricercatori hanno scoperto una sequenza distinta di etร  e composizione chimica.

Fino a questo studio, l'analisi degli ammassi globulari della Via Lattea forniva la presenza di due gruppi distinti: uno costituito da stelle nate direttamente all'interno della Via Lattea primordiale e l'altro proveniente da una galassia nana catturata circa 10,5 miliardi di anni fa, la giร  citata Gaia-Sausage-Enceladus. ๐— ๐—ถ๐˜€๐˜‚๐—ฟ๐—ฎ๐—ป๐—ฑ๐—ผ ๐—ฐ๐—ผ๐—ป ๐—บ๐—ฎ๐—ด๐—ด๐—ถ๐—ผ๐—ฟ๐—ฒ ๐—ฎ๐—ฐ๐—ฐ๐˜‚๐—ฟ๐—ฎ๐˜๐—ฒ๐˜‡๐˜‡๐—ฎ ๐—น'๐—ฒ๐˜ร  ๐—ฑ๐—ถ ๐Ÿฏ๐Ÿต ๐—ฎ๐—บ๐—บ๐—ฎ๐˜€๐˜€๐—ถ ๐—ด๐—น๐—ผ๐—ฏ๐˜‚๐—น๐—ฎ๐—ฟ๐—ถ ๐—ด๐—ฟ๐—ฎ๐˜‡๐—ถ๐—ฒ ๐—ฎ๐—น ๐˜๐—ฒ๐—น๐—ฒ๐˜€๐—ฐ๐—ผ๐—ฝ๐—ถ๐—ผ ๐—›๐˜‚๐—ฏ๐—ฏ๐—น๐—ฒ, ๐—ถ ๐—ฟ๐—ถ๐—ฐ๐—ฒ๐—ฟ๐—ฐ๐—ฎ๐˜๐—ผ๐—ฟ๐—ถ ๐—ต๐—ฎ๐—ป๐—ป๐—ผ ๐—ถ๐—ฑ๐—ฒ๐—ป๐˜๐—ถ๐—ณ๐—ถ๐—ฐ๐—ฎ๐˜๐—ผ ๐˜‚๐—ป ๐˜๐—ฒ๐—ฟ๐˜‡๐—ผ ๐—ด๐—ฟ๐˜‚๐—ฝ๐—ฝ๐—ผ ๐—ถ๐˜€๐—ผ๐—น๐—ฎ๐˜๐—ผ ๐—ฑ๐—ถ ๐Ÿญ๐Ÿฎ ๐—ฑ๐—ถ ๐—พ๐˜‚๐—ฒ๐˜€๐˜๐—ถ ๐—ผ๐—ด๐—ด๐—ฒ๐˜๐˜๐—ถ ๐—ฐ๐—ต๐—ฒ ๐˜€๐—ถ ๐—ฑ๐—ถ๐˜€๐—ฝ๐—ผ๐—ป๐—ด๐—ผ๐—ป๐—ผ ๐˜€๐˜‚ ๐˜‚๐—ป๐—ฎ ๐˜๐—ฟ๐—ฎ๐—ถ๐—ฒ๐˜๐˜๐—ผ๐—ฟ๐—ถ๐—ฎ ๐—ฎ ๐˜€รฉ ๐˜€๐˜๐—ฎ๐—ป๐˜๐—ฒ: ๐˜๐—ฎ๐—น๐—ถ ๐—ฎ๐—บ๐—บ๐—ฎ๐˜€๐˜€๐—ถ ๐—ฟ๐—ถ๐˜€๐˜‚๐—น๐˜๐—ฎ๐—ป๐—ผ ๐—ฝ๐—ถรน ๐˜ƒ๐—ฒ๐—ฐ๐—ฐ๐—ต๐—ถ ๐—ฑ๐—ถ ๐—พ๐˜‚๐—ฒ๐—น๐—น๐—ถ ๐—ฝ๐—ผ๐—ฟ๐˜๐—ฎ๐˜๐—ถ ๐—ฑ๐—ฎ ๐—š๐—ฎ๐—ถ๐—ฎ-๐—ฆ๐—ฎ๐˜‚๐˜€๐—ฎ๐—ด๐—ฒ-๐—˜๐—ป๐—ฐ๐—ฒ๐—น๐—ฎ๐—ฑ๐˜‚๐˜€ ๐—บ๐—ฎ ๐—ฝ๐—ถรน ๐—ด๐—ถ๐—ผ๐˜ƒ๐—ฎ๐—ป๐—ถ ๐—ฑ๐—ฒ๐—น๐—น๐—ฒ ๐—ฝ๐—ฟ๐—ถ๐—บ๐—ถ๐˜€๐˜€๐—ถ๐—บ๐—ฒ ๐˜€๐˜๐—ฒ๐—น๐—น๐—ฒ ๐—ป๐—ฎ๐˜๐—ฒ ๐—ป๐—ฒ๐—น๐—น๐—ฎ ๐—ฉ๐—ถ๐—ฎ ๐—Ÿ๐—ฎ๐˜๐˜๐—ฒ๐—ฎ.

La presenza di una sequenza separata con caratteristiche distinte dimostra senza ombra di dubbio che ๐—พ๐˜‚๐—ฒ๐—ด๐—น๐—ถ ๐—ฎ๐—บ๐—บ๐—ฎ๐˜€๐˜€๐—ถ ๐—ป๐—ผ๐—ป ๐—ฎ๐—ฝ๐—ฝ๐—ฎ๐—ฟ๐˜๐—ฒ๐—ป๐—ฒ๐˜ƒ๐—ฎ๐—ป๐—ผ ๐—ปรฉ ๐—ฎ๐—น๐—น๐—ฎ ๐—ฉ๐—ถ๐—ฎ ๐—Ÿ๐—ฎ๐˜๐˜๐—ฒ๐—ฎ ๐—ปรฉ ๐—ฎ ๐—š๐—ฎ๐—ถ๐—ฎ-๐—ฆ๐—ฎ๐˜‚๐˜€๐—ฎ๐—ด๐—ฒ-๐—˜๐—ป๐—ฐ๐—ฒ๐—น๐—ฎ๐—ฑ๐˜‚๐˜€ ๐—บ๐—ฎ ๐—ฒ๐—ฟ๐—ฎ๐—ป๐—ผ ๐—ป๐—ฎ๐˜๐—ถ ๐—ถ๐—ป๐˜€๐—ถ๐—ฒ๐—บ๐—ฒ ๐—ถ๐—ป ๐˜‚๐—ป'๐—ฎ๐—น๐˜๐—ฟ๐—ฎ ๐—ด๐—ฎ๐—น๐—ฎ๐˜€๐˜€๐—ถ๐—ฎ ๐—ฑ๐—ถ๐˜€๐˜๐—ถ๐—ป๐˜๐—ฎ, ๐—ฐ๐—ต๐—ถ๐—ฎ๐—บ๐—ฎ๐˜๐—ฎ ๐—Ÿ๐—ผ๐˜„-๐—ฒ๐—ป๐—ฒ๐—ฟ๐—ด๐˜†-๐—ž๐—ฟ๐—ฎ๐—ธ๐—ฒ๐—ป-๐—›๐—ฒ๐—ฟ๐—ฎ๐—ฐ๐—น๐—ฒ๐˜€, ๐—ถ๐—ป๐—ด๐—ต๐—ถ๐—ผ๐˜๐˜๐—ถ๐˜๐—ฎ ๐—ฐ๐—ถ๐—ฟ๐—ฐ๐—ฎ ๐Ÿญ๐Ÿญ,๐Ÿด ๐—บ๐—ถ๐—น๐—ถ๐—ฎ๐—ฟ๐—ฑ๐—ถ ๐—ฑ๐—ถ ๐—ฎ๐—ป๐—ป๐—ถ ๐—ณ๐—ฎ.

Questa antica galassia, la cui componente stellare era pari a circa 500 milioni di masse solari - una quota imponente per l'epoca - , ha subito uno scontro violentissimo che ha depositato un'enorme quantitร  di stelle, gas e materia oscura nelle regioni piรน interne del cuore galattico. La scoperta fornisce informazioni sui primissimi "mattoni" che hanno modellato la struttura iniziale della nostra casa cosmica e permette agli astronomi di ricostruire, come in uno scavo archeologico stellare, l'intera catena di eventi che ha trasformato l'Universo primordiale nel sistema galattico che osserviamo oggi.

Stefano Schirinzi (Centro Studi Astronomici Antares Trieste)

Link alla pubblicazione:

Davide Massari et al., 2026, ๐—˜๐˜ƒ๐—ถ๐—ฑ๐—ฒ๐—ป๐—ฐ๐—ฒ ๐—ผ๐—ณ ๐—ฎ ๐—บ๐—ฎ๐˜€๐˜€๐—ถ๐˜ƒ๐—ฒ ๐—ฎ๐—ฐ๐—ฐ๐—ฟ๐—ฒ๐˜๐—ถ๐—ผ๐—ป ๐—ฒ๐˜ƒ๐—ฒ๐—ป๐˜ ๐Ÿญ.๐Ÿด ๐—ฏ๐—ถ๐—น๐—น๐—ถ๐—ผ๐—ป ๐˜†๐—ฒ๐—ฎ๐—ฟ๐˜€ ๐—ฏ๐—ฒ๐—ณ๐—ผ๐—ฟ๐—ฒ ๐˜๐—ต๐—ฒ ๐—š๐—ฎ๐—ถ๐—ฎ-๐—ฆ๐—ฎ๐˜‚๐˜€๐—ฎ๐—ด๐—ฒ-๐—˜๐—ป๐—ฐ๐—ฒ๐—น๐—ฎ๐—ฑ๐˜‚๐˜€ ๐—บ๐—ฒ๐—ฟ๐—ด๐—ฒ๐—ฟ, https://doi.org/10.1038/s41550-026-02931-5

Foto di Manuela Kobec (San Servolo/Socerb)
20/08/2026

Foto di Manuela Kobec (San Servolo/Socerb)

๐— ๐—œ๐—ฆ๐—จ๐—ฅ๐—”๐—ง๐—˜ ๐—Ÿ๐—˜ ๐——๐—œ๐— ๐—˜๐—ก๐—ฆ๐—œ๐—ข๐—ก๐—œ ๐——๐—˜๐—Ÿ๐—Ÿ๐—” ๐—š๐—”๐—Ÿ๐—”๐—ฆ๐—ฆ๐—œ๐—” ๐—ฃ๐—œ๐—จ' ๐—š๐—ฅ๐—”๐—ก๐——๐—˜ ๐——๐—˜๐—Ÿ๐—Ÿ'๐—จ๐—ก๐—œ๐—ฉ๐—˜๐—ฅ๐—ฆ๐—ข: un recente studio intitolato "How large can galaxies be...
20/08/2026

๐— ๐—œ๐—ฆ๐—จ๐—ฅ๐—”๐—ง๐—˜ ๐—Ÿ๐—˜ ๐——๐—œ๐— ๐—˜๐—ก๐—ฆ๐—œ๐—ข๐—ก๐—œ ๐——๐—˜๐—Ÿ๐—Ÿ๐—” ๐—š๐—”๐—Ÿ๐—”๐—ฆ๐—ฆ๐—œ๐—” ๐—ฃ๐—œ๐—จ' ๐—š๐—ฅ๐—”๐—ก๐——๐—˜ ๐——๐—˜๐—Ÿ๐—Ÿ'๐—จ๐—ก๐—œ๐—ฉ๐—˜๐—ฅ๐—ฆ๐—ข: un recente studio intitolato "How large can galaxies be? Ultra-deep imaging of IC1101, the most extended known galaxy" ha provato a rispondere a una grande domanda dell'astronomia moderna: quanto puรฒ crescere al massimo una galassia? Quali dimensioni estreme puรฒ raggiungere?

Per farlo, un team di ricercatori guidato da C. Marrero-de la Rosa e I. Trujillo hanno puntato i telescopi su ๐—œ๐—–๐Ÿญ๐Ÿญ๐Ÿฌ๐Ÿญ, una super-galassia situata al centro dell'immenso ammasso di galassie Abell 2029 in Virgo, lontano circa un miliardo di anni-luce. Si sapeva che fosse un vero colosso ma c'era un dibattito aperto su dove finisse realmente la sua struttura e dove iniziasse invece lo spazio diffuso dell'ammasso circostante. Per risolvere il mistero, il team ha utilizzato immagini ottiche ultra-profonde catturate dall'Isaac Newton Telescope situato a La Palma (Canarie), capaci di rilevare anche la luce stellare piรน debole e impercettibile.

Analizzare le periferie di oggetti cosรฌ immensi รจ estremamente difficile perchรฉ la luce diffusa dagli strumenti e dalle stelle di fondo puรฒ falsificare i risultati; per questo รจ stato necessario applicare tecniche avanzate di pulizia delle immagini. I risultati mostrano che IC1101 ha un confine ben riconoscibile, che si estende per ben 260 mila parsec dal centro, portando il suo diametro complessivo a circa 520 mila parsec: ovvero ad oltre 1,6 milioni di anni-luce!

Per fare un confronto, le piรน recenti stime sul diametro della Via Lattea - la galassia in cui รจ immerso il Sole con il Sistema Solare - misurerebbe circa 180 mila anni-luce, arrivando, forse, a 200 mila anni-luce, rendendo questo gigante circa 9 volte piรน grande della Glassia e confermandolo ufficialmente come il piรน esteso mai scoperto finora. All'interno di questo immenso perimetro, la quantitร  di stelle pari stimata รจ di circa tremila miliardi di volte la massa del nostro Sole.

La ricerca ha riservato un'altra sorpresa: nelle zone piรน esterne e sfocate sono state individuate strutture asimmetriche, code e filamenti di stelle che dimostrano come la galassia stia ancora crescendo attivamente, inghiottendo altre galassie vicine e interagendo con il gas rovente che la circonda.

Stefano Schirinzi (Centro Studi Astronomici Antares Trieste)

Link pubblicazione: https://arxiv.org/abs/2607.15340

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Trieste
34100

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