03/11/2025
Anche quest’anno Spiriti Resistenti, grazie a Nziria e alla vendita delle stampe numerate di cinque amici aiuterà due realtà impegnate sulle rotte migratorie e nella ricerca delle persone scomparse.
Nihad e Socorro. L’associazione Djeluj.ba e il Colectivo Memoria, Verdad y Justicia: Tuzla, in Bosnia, e Acapulco, in Messico.
Di Nihad Suljić ci ha profondamente colpito il lavoro svolto in totale solitudine in una realtà complessa come quella di Tuzla, sul fiume Drina al confine con la Serbia. Negli anni Nihad ha recuperato i corpi dei migranti, ha dato loro una sepoltura e si è impegnato a ritrovare i familiari. Oggi, da qualche mese, ha uno spazio in città, ha costituito un’associazione e finalmente le persone cominciano a raccogliersi intorno al progetto che vogliamo sostenere. Ci eravamo chiesti come supportare questi gruppi, le famiglie di osservanza musulmana, che forse non gradirebbero un aiuto proveniente dalla vendita di un alcolico.
E’ bastato un piccolo gesto a dimostrazione della nostra attenzione alle sensibilità altrui; grazie alla vendita delle opere di Francesca Mandarino, Lorena Canottiere, Andrea Ferraris, Andrea Serio, Gianluca Costantini finanzieremo l’associazione Djeluj.ba.
Socorro Gil Guzmán conduceva una vita normale: nipoti, un giovane figlio avvocato. È stata strappata alla quotidianità dopo la scomparsa di suo figlio Jhonatan, e da allora ha deciso di dedicare la sua vita alla ricerca della verità. Insieme ad altre madri, ha fondato il Colectivo Memoria, Verdad y Justicia di Acapulco, una delle realtà più coraggiose del Messico, che continua a cercare le persone scomparse a causa della violenza e dell’impunità. Lei e le altre madri arrancano lungo le colline alle spalle della baia, tra sterpi e dirupi. Lì è più facile che si nascondano i segni della terra smossa ad indicare una fossa comune, un corpo abbandonato. Le famiglie si muovono dietro segnalazioni anonime ma soprattutto esplorano il territorio. Sono le cosiddette Brigadas de búsqueda, sono centinaia in tutto il Messico.
Un giorno ci parlarono di quanto gli sarebbe servito un drone per esplorare le zone più inaccessibili. Oggi possiamo scrivere a Socorro per dirle che ce l’abbiamo fatta e che presto potranno avere uno strumento di ricerca in più.
Se volete avere più informazioni potete scrivere a [email protected]
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