14/05/2026
La mattina mi sveglio presto, sarà l'età 😅 quindi o faccio preventivi o come spesso accade mi leggo qualche ricerca scientifica. Mi sono posto una domanda: ma serve pubblicare tanto? Esporsi a critiche o altro? Da lì questa riflessione:
Il risanamento dall'umidità nelle murature e l'impermeabilizzazione dei locali interrati sono tra i mestieri più delicati dell'edilizia. Una macchia su una parete o un'infiltrazione in un piano interrato possono nascere da cause completamente diverse, e quasi sempre vanno capite prima di essere trattate. Lo ripeto da anni, e ogni anno mi accorgo che è ancora un concetto poco diffuso.
Negli ultimi tempi il settore è diventato anche un grande spazio di comunicazione. Più informazione circola e va bene così. Va solo ricordato che qui dentro conta soprattutto cosa c'è dietro un nome: i cantieri fatti, le ore di formazione vera, gli errori capiti e poi corretti.
Per questo, ogni tanto, mi piace ricordare il percorso. Trent'anni, venti come titolare della mia azienda, di lavoro su murature umide e impermeabilizzazioni di interrati. Corsi di formazione tecnica con alcuni produttori del settore (Mapei, Saint-Gobain, Sika, Soprema, Volteco, Tecnored, Saver-Hahne, tra gli altri). Corso di alta formazione in patologie edilizie con Maggioli (2021). Il riconoscimento di Applicatore Élite Tecnored del 2024 e l'ammissione al network H2Out di Volteco, riservato alle imprese specializzate che hanno superato un percorso formativo ed esperienziale sulle sue tecnologie e metodologie applicative.
Ho sempre cercato di imparare da più scuole, non da una soltanto. Fossilizzarsi su un unico produttore vuol dire vedere il muro con una sola lente, e questo mestiere chiede invece di guardarlo da più parti. È come quando si è giovani e si ha la fortuna di trovare più maestri: ognuno ti lascia qualcosa, e quel qualcosa diventa bagaglio che ti porti nei cantieri di tutta la vita.
A volte, mentre scrivevo il mio libro, mi fermavo. E mi sta succedendo anche adesso, mentre scrivo questo che è il mio primo post su questi temi. Mi chiedo se sia davvero giusto mettere per iscritto trent'anni di studi e di cantieri, sapendo che le pagine non controllano le mani di chi le legge. Poi ricomincio. Penso ai clienti che meritano professionisti veri, ai colleghi giovani che questo sapere lo cercano sul serio, e ai miei vecchi maestri che a me, anni fa, non hanno mai nascosto niente. E penso che custodire le cose dentro a sé stessi, a un certo punto della vita, non sia più una virtù.
Ma soprattutto: ogni intervento lo studio io e lo realizzo io, con le mie mani. Dal sopralluogo all'ultima rifinitura. Quello che imparo sui libri e nei corsi lo porto subito al banco di prova del muro vero, perché un mestiere come questo non si fa scrivendone: si fa toccandolo.
Tutto questo non lo scrivo per vantarmi, ma perché credo che un cliente, prima di firmare un preventivo, abbia il diritto di sapere cosa c'è dietro la persona che si fa entrare in casa.