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I sali spesso trascurati sono la causa di degrado su vecchi e nuovi intonaci.
06/06/2026

I sali spesso trascurati sono la causa di degrado su vecchi e nuovi intonaci.

Questo articolo nasce da una ricerca che mi ha smentito. Volevo scrivere di come il cambiamento climatico, portando più ...
23/05/2026

Questo articolo nasce da una ricerca che mi ha smentito. Volevo scrivere di come il cambiamento climatico, portando più pioggia, stia aggravando i problemi di umidità negli edifici. Poi sono andato a controllare i dati ufficiali, regione per regione, e ho trovato il contrario: la pioggia totale non aumenta, in gran parte d'Italia diminuisce. Potevo ignorare il dato, ho preferito seguirlo. Mi ha portato a una domanda più giusta: se il danno agli edifici non dipende da quanta pioggia cade, da cosa dipende? La risposta è che conta dove va l'acqua e quante volte un muro si bagna e si asciuga, non il totale annuo. Un cambio di sguardo che sposta l'attenzione dal cielo al terreno e alla muratura.

Libro: https://www.amazon.it/Murature-umide-Prevenzione-interventi-risanamento/dp/8827705309

Ma quanto vapore si rilascia in una casa?Non ce lo chiediamo mai. Eppure è la domanda da cui parte la diagnosi di tre qu...
20/05/2026

Ma quanto vapore si rilascia in una casa?

Non ce lo chiediamo mai. Eppure è la domanda da cui parte la diagnosi di tre quarti dei problemi di muffa che ho visto in trent'anni di cantiere.

Una persona seduta in casa: 65-80 grammi di vapore acqueo all'ora, fino a un litro e mezzo al giorno. UNI/TS 11300-1:2014, prospetto 4.II.

Una famiglia di quattro persone, due adulti e due bambini: circa 10 litri di vapore al giorno. Respirazione, cottura, doccia, bucato che asciuga dentro casa, piante. Manuale di fisica edilizia Ampack AG.

Un cane di media taglia: qualche centinaio di grammi al giorno. Per i pet domestici non esiste una norma tecnica dedicata, le DIN coprono solo gli animali da reddito in zootecnia. Resta un ordine di grandezza da ASHRAE Manual J.

Una pianta da appartamento, un ficus benjamina: 35-58 grammi al giorno per pianta. Sette piante sul davanzale: quasi mezzo litro al giorno solo loro. Università di Reading, Journal of Building Engineering, 2024.

Totale di una casa qualunque, in un giorno qualunque d'inverno: dieci, dodici litri di vapore acqueo.

In una casa senza coibentazione delle pareti perimetrali, con infissi nuovi che chiudono ermeticamente e finestre tenute chiuse perché c'è un bambino piccolo, questa massa di vapore non scompare. Si deposita dove il muro è più freddo.

Lì la muffa fiorisce.

Ma è solo il sintomo. Il problema sta da un'altra parte.

Ho scritto un articolo che racconta un sopralluogo dall'inizio alla fine. In coda, il dataset completo delle sorgenti di vapore domestiche, ognuna con la sua fonte verificata.

Libro: https://www.grafill.it/home/8965-2048-murature-umide-cause-rimedi.html #/4-versione-libro

Muffe utili e muffe dannose: la stessa famiglia, due destini diversiDalla penicillina di Fleming al Roquefort, dal koji ...
19/05/2026

Muffe utili e muffe dannose: la stessa famiglia, due destini diversi

Dalla penicillina di Fleming al Roquefort, dal koji giapponese al Sauternes: alcune muffe hanno cambiato la storia della medicina e dell'alimentazione. Altre, negli edifici umidi, sono tra i contaminanti indoor più studiati dall'OMS. La differenza non è nella specie, è nel contesto.

Un articolo con fonti consultabili (WHO 2009, IARC, ISS, EPA, EFSA) per fare ordine su un tema spesso semplificato.

Libro: https://www.grafill.it/home/8965-2048-murature-umide-cause-rimedi.html #/4-versione-libro

La mattina mi sveglio presto, sarà l'età 😅 quindi o faccio preventivi o come spesso accade mi leggo qualche ricerca scie...
14/05/2026

La mattina mi sveglio presto, sarà l'età 😅 quindi o faccio preventivi o come spesso accade mi leggo qualche ricerca scientifica. Mi sono posto una domanda: ma serve pubblicare tanto? Esporsi a critiche o altro? Da lì questa riflessione:

Il risanamento dall'umidità nelle murature e l'impermeabilizzazione dei locali interrati sono tra i mestieri più delicati dell'edilizia. Una macchia su una parete o un'infiltrazione in un piano interrato possono nascere da cause completamente diverse, e quasi sempre vanno capite prima di essere trattate. Lo ripeto da anni, e ogni anno mi accorgo che è ancora un concetto poco diffuso.

Negli ultimi tempi il settore è diventato anche un grande spazio di comunicazione. Più informazione circola e va bene così. Va solo ricordato che qui dentro conta soprattutto cosa c'è dietro un nome: i cantieri fatti, le ore di formazione vera, gli errori capiti e poi corretti.

Per questo, ogni tanto, mi piace ricordare il percorso. Trent'anni, venti come titolare della mia azienda, di lavoro su murature umide e impermeabilizzazioni di interrati. Corsi di formazione tecnica con alcuni produttori del settore (Mapei, Saint-Gobain, Sika, Soprema, Volteco, Tecnored, Saver-Hahne, tra gli altri). Corso di alta formazione in patologie edilizie con Maggioli (2021). Il riconoscimento di Applicatore Élite Tecnored del 2024 e l'ammissione al network H2Out di Volteco, riservato alle imprese specializzate che hanno superato un percorso formativo ed esperienziale sulle sue tecnologie e metodologie applicative.

Ho sempre cercato di imparare da più scuole, non da una soltanto. Fossilizzarsi su un unico produttore vuol dire vedere il muro con una sola lente, e questo mestiere chiede invece di guardarlo da più parti. È come quando si è giovani e si ha la fortuna di trovare più maestri: ognuno ti lascia qualcosa, e quel qualcosa diventa bagaglio che ti porti nei cantieri di tutta la vita.

A volte, mentre scrivevo il mio libro, mi fermavo. E mi sta succedendo anche adesso, mentre scrivo questo che è il mio primo post su questi temi. Mi chiedo se sia davvero giusto mettere per iscritto trent'anni di studi e di cantieri, sapendo che le pagine non controllano le mani di chi le legge. Poi ricomincio. Penso ai clienti che meritano professionisti veri, ai colleghi giovani che questo sapere lo cercano sul serio, e ai miei vecchi maestri che a me, anni fa, non hanno mai nascosto niente. E penso che custodire le cose dentro a sé stessi, a un certo punto della vita, non sia più una virtù.

Ma soprattutto: ogni intervento lo studio io e lo realizzo io, con le mie mani. Dal sopralluogo all'ultima rifinitura. Quello che imparo sui libri e nei corsi lo porto subito al banco di prova del muro vero, perché un mestiere come questo non si fa scrivendone: si fa toccandolo.

Tutto questo non lo scrivo per vantarmi, ma perché credo che un cliente, prima di firmare un preventivo, abbia il diritto di sapere cosa c'è dietro la persona che si fa entrare in casa.

Non c'è quasi parete vecchia che non abbia, prima o poi, qualcosa da raccontare. Una macchia alla base, un alone scuro c...
14/05/2026

Non c'è quasi parete vecchia che non abbia, prima o poi, qualcosa da raccontare. Una macchia alla base, un alone scuro che si allarga con l'inverno, un intonaco che si stacca a scaglie, un battiscopa che si gonfia. È in quel momento che il proprietario chiama un tecnico, ed è quasi sempre in quel momento che la diagnosi parte già sbagliata.

In trent'anni di cantiere ho imparato una cosa scomoda: davanti a una muratura «umida» non esiste mai una sola spiegazione possibile. Ne esistono almeno cinque, e quasi sempre coesistono. Riconoscerle, e capire quale prevale, è la sola differenza tra un risanamento che dura e un lavoro che dopo pochi mesi torna a chiederci scusa.

Da qui parte questo articolo: una mappa rapida delle cinque ipotesi che ogni tecnico dovrebbe avere in testa prima di toccare l'intonaco, scegliere un prodotto, firmare un preventivo. Come sempre se riscontrate errori scrivetelo nei commenti.

Libro: https://www.amazon.it/Murature-umide-Prevenzione-interventi-risanamento/dp/8827705309

Grafill: https://www.grafill.it/home/8965-murature-umide-cause-rimedi.html?srsltid=AfmBOorVjMT4tKwWE8yA0z5dTrH8gqB3-vo-VCBgVJqoCkzNI5Xoh2IF

Quello che i manuali non raccontanoOggi, cercando nel mio archivio di lavori, ho ritrovato queste foto. Le scattai anni ...
11/05/2026

Quello che i manuali non raccontano

Oggi, cercando nel mio archivio di lavori, ho ritrovato queste foto. Le scattai anni fa durante un risanamento in uno stabile dove erano in corso anche lavori di ristrutturazione. In quell'occasione, dalla demolizione di una porzione di paramento, era venuto fuori questo elemento.

Un fascio orizzontale di canne (in parte spaccate longitudinalmente, legate con vimini intrecciato a intervalli regolari) annegato in matrice di malta e inserito dentro il muro, alla quota di imposta del solaio, sotto i travetti lignei. Le legature sono f***e e ordinate. Non è un ripiego: è una mano che sapeva quello che faceva.

Già allora avevo provato a capire cosa fosse e a cosa servisse. Internet, manuali, ricerche varie. Niente. L'incannicciato di solai e controsoffitti (camera a canne, camorcanna) è documentatissimo. Le canne usate come elemento orizzontale corrente dentro la muratura, alla quota del coronamento, sono pressoché assenti dalla bibliografia tecnica italiana consultabile.

Le ipotesi funzionali compatibili con quello che si osserva, non esclusive fra loro:

cordolo vegetale di coronamento, una sorta di catena primitiva al sommo del muro

letto di ripartizione che distribuisce le reazioni concentrate dei travetti su una muratura a sacco eterogenea

elemento di solidarizzazione fra solaio e paramento

Per chi si occupa di diagnosi di umidità nelle murature storiche c'è un punto da non perdere. La fibra vegetale annegata in malta è bersaglio sensibile dell'umidità persistente da infiltrazioni di copertura. Si degrada in silenzio, perde coesione, e quando cede lo fa proprio dove il muro è più sollecitato. Non si vede dall'esterno. Si trova solo aprendo.

Documentare in cantiere, fotografare, rilevare quote e geometrie: in mancanza di letteratura sono le foto in fase di demolizione a salvare un pezzo di sapere costruttivo che altrimenti se ne va con le macerie. Le mie sono rimaste in archivio per anni in attesa di una risposta che non è ancora arrivata.

Qualcuno di voi ha mai visto questa tecnica? In quale regione? Lascio le foto, mi interessa il confronto.

Il libro: https://www.amazon.it/Murature-umide-Prevenzione-interventi-risanamento/dp/8827705309

08/05/2026

Da quando ho iniziato in cantiere, il metodo non è cambiato.
Cantiere, letteratura scientifica, norme tecniche, di nuovo cantiere. In loop, da trent'anni.
Leggo gli autori che hanno fatto la storia di questa materia: Arnold e Zehnder sui sali, Doehne sulla cristallizzazione, Hall e Hoff sul trasporto capillare, Scherer sulla pressione di cristallizzazione, Franzoni sulla diagnostica e sui materiali da risanamento, Foraboschi sulla statica delle murature umidee tanti altri.
Le norme non si scelgono, si applicano: UNI, EN, WTA, ASTM, IICRC, ISO. Poi si confrontano con quello che si vede aprendo una parete.
È vero, oggi uso l'IA. Mi aiuta a scrivere meglio, a strutturare un periodo, a trovare la parola giusta. Le mie lacune nella scrittura sono note a chi mi conosce, e uno strumento che le compensa è benvenuto.
Ma la ricerca, le fonti, l'incrocio fra dato di laboratorio e diagnosi in cantiere, il giudizio tecnico, quelli restano miei. E continuano a passare dallo stesso percorso di sempre: prelievo, analisi, lettura della letteratura, verifica in cantiere.
L'IA non ha mai aperto una parete con me. Non ha mai sentito l'odore di una cantina con muffa. Non ha mai visto una fioritura di nitrati a tre metri d'altezza dove "non doveva esserci".
Il cantiere non si delega a un modello linguistico.

62,5 miliardi di euro.È la cifra ufficiale che lo Stato italiano ha riconosciuto, tramite Superbonus 110%, agli interven...
03/05/2026

62,5 miliardi di euro.

È la cifra ufficiale che lo Stato italiano ha riconosciuto, tramite Superbonus 110%, agli interventi di isolamento opaco (Fonte: ENEA, Rapporto Annuale Detrazioni Fiscali 2024, Tabella 4.6). Sono circa due terzi degli investimenti complessivi del Superbonus 2023.

320.000 edifici. 122 milioni di metri quadrati di superficie isolata. L'equivalente di oltre 17.000 campi da calcio rivestiti di cappotto.

In nessuno di questi cantieri, per accedere al Superbonus, era obbligatorio misurare strumentalmente il contenuto di umidità della muratura prima della posa del cappotto. Lo dico nel modo più semplice possibile: la specifica tecnica UNI/TR 11715:2018 vieta espressamente l'applicazione del cappotto su muratura umida. Il decreto attuativo del Superbonus non ha mai recepito quel divieto come passaggio asseverativo obbligato.

Il risultato lo vedo io tutti i giorni in cantiere: chiamate da clienti che, dopo aver fatto il cappotto, si ritrovano l'umidità di risalita non trattata che si è riversata all'interno dell'edificio. Più la condensa interstiziale all'interfaccia muratura-isolante.

Ho messo in fila i numeri ufficiali di ENEA, Corte dei Conti, Banca d'Italia, UPB e MEF in un articolo tecnico, con foto reali dei degradi. Tutte le cifre sono verificabili.

La domanda è una sola: con 62,5 miliardi di euro pubblici investiti, era davvero così difficile rendere obbligatorio un sopralluogo strumentale di due ore prima della posa del cappotto?

Per chi vuole approfondire in modo sistematico, questi temi (capitolo 10: Condensa interstiziale e sistemi ETICS su murature umide) sono trattati nel mio libro:

📕 "Murature umide: cause e rimedi"
Grafill, marzo 2026, 320 pagine

Grafill: https://www.grafill.it/home/8965-murature-umide-cause-rimedi.html?srsltid=AfmBOoo42P9d7aJKoVwCjkbis9ntnR4b2qnNEHUW-eYcQzDEYKOebhqR

Amazon: https://www.amazon.it/Murature-umide-Prevenzione-interventi-risanamento/dp/8827705309

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