02/07/2026
Twenty years ago, I imagined that 3D printing could build houses.
Today, the same technology has been entrusted with building life beneath the sea.
For many years, my work was dedicated to building for people.
Today, that same technology is beginning to build for nature.
Today, off the coast of Monte Argentario, Italy, the first five artificial reefs of the new Casa dei Pesci – Monte Argentario Underwater Park were successfully deployed.
Inspired by artworks from Rossella Siani, James Gardiner, David Lennon, Bathsheba Grossman, Alex Goad, and myself, these structures are not simply underwater sculptures. They have been designed as living habitats where marine life can settle, grow and thrive.
This achievement is the result of years of research, engineering, collaboration and the shared belief that technology can become a powerful tool for environmental restoration.
Among the deployed structures is the Fibonacci Reef, developed within the DeepReef Project, co-funded by the Tuscany Region, and validated through field trials carried out in collaboration with Agroittica Toscana.
I am especially proud that this underwater park includes a reef inspired by the work of Alex Goad, whose pioneering designs have become an international reference in the field of artificial reefs and marine habitat restoration.
My sincere thanks go to everyone who contributed to making this vision a reality: the engineers, divers, researchers, institutions, sponsors and marine professionals whose commitment made today possible.
Today we deployed only five structures.
But this is about far more than five reefs.
It is the beginning of a living underwater park, where art, engineering and science come together with one purpose: giving something back to the sea.
If, in a few years, these structures become thriving marine habitats, we will know that we have succeeded.
Because the greatest technology is not the one that builds the most.
It is the one that helps nature rebuild itself.
Vent'anni fa immaginavo che una stampante 3D potesse costruire case.
Oggi quella stessa tecnologia è stata affidata al mare per costruire vita.
Per molti anni il mio lavoro è stato quello di costruire per gli esseri umani.
Oggi la stessa tecnologia inizia a costruire anche per la natura.
Questa mattina, nelle acque del Monte Argentario, tra Isola Rossa e Capo d'Uomo, sono stati posizionati i primi cinque reef artificiali del nuovo parco sommerso della Casa dei Pesci – Monte Argentario.
Vedere queste opere scendere lentamente verso il fondale è stato un momento di grande emozione. Da oggi non appartengono più a noi: appartengono al mare.
I reef sono stati realizzati a partire dalle opere di Rossella Siani, James Gardiner, David Lennon, Bathsheba Grossman, Alex Goad e del sottoscritto, con l'obiettivo di coniugare arte, innovazione tecnologica e ripristino degli ecosistemi marini.
Desidero ringraziare Sales per aver messo cortesemente a disposizione il pontone che ha reso possibile il delicato posizionamento delle strutture.
Un ringraziamento speciale va a Luigi Scotto, che con competenza, pazienza e straordinaria capacità organizzativa ha coordinato questo progetto in ogni sua fase: dalla pianificazione tecnica ai rapporti con gli enti, fino al coinvolgimento dei numerosi sponsor privati che hanno creduto nell'iniziativa e l'hanno resa possibile.
Un grazie sincero agli amici dell'Accademia del Mare e dell'Ambiente, che hanno lavorato con passione alla preparazione dell'intervento in mare. In particolare desidero ricordare Massimo Barlettani, Sandro Tommasi e Pier Giorgio Stipa, insieme a tutti coloro che hanno contribuito, spesso lontano dai riflettori, alla riuscita di questa giornata.
La mia riconoscenza va inoltre alla Guardia di Finanza, alla Capitaneria di Porto, al Gruppo Sommozzatori della Marina Militare e a tutte le autorità che hanno garantito che ogni operazione si svolgesse in piena sicurezza.
Ringrazio inoltre l'Ing. Paolo Contardi, anima della Casa dei Pesci, il
sindaco Arturo Cerulli, l’assessora Chiara Orsini, la Prof.ssa Letizia Marsili dell'Università di Siena e il suo gruppo di ricerca, insieme a tutte le persone che hanno contribuito, con il proprio lavoro e la propria passione, a trasformare un'idea in una realtà.
Tra i moduli installati oggi c'è anche il Fibonacci Reef, sviluppato nell'ambito del progetto DeepReef, cofinanziato dalla Regione Toscana e perfezionato grazie alla collaborazione con Agroittica Toscana, Jacopo Tani e il suo team, che hanno seguito e monitorato le prime sperimentazioni nel Golfo di Follonica.
Sono particolarmente felice che questo progetto accolga anche un'opera ispirata al lavoro di Alex Goad, uno dei maggiori innovatori internazionali nel campo dei reef artificiali, il cui contributo rappresenta un importante ponte tra design, biologia marina e ingegneria.
Oggi abbiamo immerso soltanto cinque strutture.
Ma ciò che conta davvero non è il loro numero.
Conta l'idea che rappresentano.
Ogni reef è una promessa: quella di lasciare al mare qualcosa di meglio di ciò che abbiamo trovato.
Se tra qualche anno queste superfici saranno diventate un habitat ricco di vita, allora sapremo di aver raggiunto il nostro obiettivo.
Perché la tecnologia più avanzata non è quella che costruisce di più.
È quella che restituisce qualcosa alla natura.