02/04/2026
- 5️⃣0️⃣ anni di Colore -
→ Felici di aver contribuito a colorare il paese
→ 4-5-6 Aprile, troverete una magnifica esposizione che testimonia la storia del carnevale all'interno del Teatro
→ La storia del Carnevale:
C’era una volta un paese, affacciato sul Serchio, dove l’inverno sembrava sempre un po’ più lungo che altrove.
Le giornate fredde scorrevano lente, e la gente di Vecchiano aspettava con impazienza il momento in cui il grigiore avrebbe lasciato spazio ai colori.
Fu così che, nel 1927, qualcuno ebbe un’idea semplice e geniale: portare la gioia in strada, costruire maschere, inventare personaggi, far ridere i bambini e gli adulti.
Nacque il primo Carnevale Vecchianese.
All’inizio era una festa piccola, quasi domestica. I carri erano poco più che addobbati, trainati da cavalli o da vecchi trattori. Le maschere erano cucite in casa, con stoffe recuperate e fantasia a volontà.
Ma c’era già tutto: la voglia di stare insieme, la creatività degli artigiani, il gusto per la satira e per il gioco.
Poi arrivarono gli anni difficili.
La guerra, le ristrettezze, le preoccupazioni quotidiane. Le sfilate si fermarono, le maschere rimangono negli armadi, e per un po’, nel paese, il silenzio prese il posto delle risate.
Eppure, come accade alle tradizioni che appartengono davvero a un popolo, il Carnevale non scomparve. Rimase lì, in attesa, come un seme sotto la neve.
Quando la vita tornò a scorrere più serena, anche la festa tornò a farsi sentire.
Negli anni ’50 e ’60 ripresero le prime sfilate, timide ma entusiaste.
E fu negli anni ’70 che il Carnevale Vecchianese trovò la sua massima forma di espressione moderna: più organizzato, più ambizioso, più simile a ciò che conosciamo oggi.
I maestri della cartapesta iniziarono a creare carri sempre più grandi, ispirati ai modelli viareggini ma con un’anima tutta vecchianese.
Le domeniche di festa divennero un appuntamento fisso: quattro giornate in cui il paese si trasformava, la piazza si riempiva di bancarelle, il trenino portava i bambini in giro tra coriandoli e stelle filanti, e la musica risuonava tra le case.
Ogni anno c’era un tema nuovo, una sfida nuova, un carro più audace del precedente.
Ogni anno, le mani degli artigiani modellavano non solo la cartapesta, ma anche l’identità di una comunità.
Il Carnevale diventò così un rito collettivo: un momento in cui Vecchiano si guardava allo specchio e si riconosceva.
Una festa che non apparteneva a nessuno in particolare, perché apparteneva a tutti.
Oggi, nel 2026, il carnevale vecchianese , celebra 50 anni con passione.
Cinquant’anni di colori, di risate, di lavoro volontario, di bambini che crescono e tornano da adulti per portare i propri figli. Cinquant’anni di un Carnevale che non è solo un evento, ma un pezzo di storia locale.
Oggi, quando arriva gennaio, il paese si prepara.
Le officine si riempiono di rumori e di colla, le idee prendono forma, i volontari si ritrovano come una grande famiglia.
E quando finalmente arriva la prima domenica di festa, Vecchiano si accende: i carri sfilano, la musica esplode, i coriandoli volano come neve colorata.
Il Carnevale Vecchianese continua così il suo viaggio, iniziato quasi un secolo fa.
Una tradizione che si rinnova ogni anno, ma che porta sempre con sé l’eco di quel lontano 1927, quando tutto cominciò con un semplice desiderio: regalare un po’ di colore al paese.
-TORIO
Comitato Carnevale Vecchianese