19/08/2014
LIFESTYLE
IL FUTURO DEL CEMENTO
di Alessandro Valenti
Via Solferino 16: conversazione con Piero Lissoni, art director della Kerakoll Design Gallery
Quello di Kerakoll con la nuova design gallery firmata Piero Lissoni è stato tra gli opening più attesi della design week milanese. A poche ora dall’apertura ufficiale dello show room di via Solferino, abbiamo raggiunto l’architetto e designer milanese per saperne di più. E farci raccontare la nuova avventura come art director dell’ultima collezione di cementi e resine del gruppo Kerakoll.
Lo showroom Kerakoll: un po’ galleria per i materiali, un po’ luogo d’incontro per adetti ai lavori
L’idea era quella di costruire uno spazio con due funzione distinte: dare informazioni sui materiali attraverso mostre tematiche e far conoscere le superfici Kerakoll in un luogo che fosse punto d’incontro per architetti e designer. Una voce binaria ha dato vita a due luoghi separati: uno spazio specializzato per la vendita e una galleria d’arte con programmazione regolare. Ogni due o tre mesi mostre di architettura, design, fotografie sempre dedicate al tema delle superfici si alterneranno nello spazio di via Solferino. Prima, però, c’è l’antefatto. Io e Luca Sghedoni (titolare della Kerakoll, n.d.r.) ci siamo trovati a parlare di superfici più che di spazi. Inizialmente abbiamo scelto tutte le maquette e le palette di colore. A quel punto siamo entrati in sintonia e ci siamo accorti che parlavamo la stessa lingua. Solo allora è venuta fuori l’idea di aprire una galleria nel centro di Milano. Lo showroom è il risultato di un progetto iniziato molto prima parlando di tortellini fatti col mignolo, di Milan, di resine e cemento.
Cosa vuol dire fare innovazione?
Ci sono voluti anni di ricerca per mettere a punto questo nuovo materiale costituito principalmente di cemento e resina. Anni per definire il sistema di applicazione, per insegnare ai posatori le tecniche per stenderlo a regola d’arte. Insieme abbiamo collaborato per definire la palette di colori e individuare le giuste miscele per le superfici calpestabili e per le calci che si stendono sui muri. Il progetto, a prima vista molto semplice, è in realtà incredibilmente complesso. Innovazione per me è costruire e sperimentare, ma anche individuare le tecniche da insegnare per usare i materiali di ultima generazione.
La flessibilità dei materiali Kerakoll: quali le potenzialità e quali i limiti.
Tutti gli oggetti che arredano lo spazio sono stati trattati e rivestiti con questo impasto di cemento e resina. Persino la scultura, che è un omaggio a Costantin Brancusi, ne è stata interamente ricoperta. Questo per dimostrare che la materia sta su. Ecco! In altre parole: il grosso lavoro compiuto è stato ampliare le possibilità tecniche del materiale e trasformarlo per essere usato tridimensionalmente. Questa resina si può applicare come pavimento, ma ha tutte le caratteristiche tecniche per rivestire le pareti. Stiamo lavorando per posarla anche al soffitto; è difficile e non abbiamo ancora raggiunto la perfezione.
E’ un po' una rivoluzione
La ricerca è costante cambiamento. Non credo nelle rivoluzioni: sono molto visibili, ma spesso poco efficaci. Il bello di questo lavoro è stato migliorare materiali già esistenti e farli diventare più validi. Abbiamo lavorato sull’evoluzione e sul potenziale cambiamento.
A quale genere di spazi si adatta l'applicazione di questo nuovo materiale?
E’ possibile usarlo in micro ambienti o spazi infiniti. Bisogna solo essere accorti durante il trattamento. La cosa più straordinaria è che può essere posato su qualsiasi superficie: vecchie piastrelle, cemento, un pavimento di legno irregolare, un patchwork di mille materiali. Solo la moquette non regge. Si stende una base che livella tutto e poi una mano di finitura. La superficie, di qualche millimetro di spessore, è robustissima. Puoi farti un bagno o una cucina, se poi hai la fortuna di vivere in un magnifico loft di 1000 mq, e vuoi un ambiente assolutamente neutro per dare risalto ai due Rothko alla pareti e a un Picasso piccolo piccolo,…questo materiale ti da un pavimento magnifico che sale sulle pareti. Ecco fatta la casa!
Colori, prezzi e ecosostenibilità
Sono state definite 8 collezioni cromatiche che declinano altrettanti colori base. Ci sono i bianchi, i grigi, i color sabbia, i neutri, i neri. Poi ci sono le famiglie di blu, di rossi, di gialli. Mediamente costa dai 100 ai 120 euro al metro quadro: un prezzo che reputo davvero competitivo. Tutti i materiali che costruisce Kerakoll partono dalle calci e dagli ossidi naturali. Da anni in azienda si lavora il più possibile con materiali naturali e sottolineo il più possibile. È chiaro che non possiamo bleffare: date le prestazioni richieste a simili materiali, una parte di chimica c’è sempre.
Parliamo di Salone del Mobile e della svolta tecnologica che tende a rispettare l'ambiente
Se devo pensare all’ambiente, all’ecologia e in generale al mondo che ci circonda credo, con un po’ di cinismo, che la sensibilizzazione verso simili temi sia dovuta principalmente ai vantaggi economici che questi generano. Nonostante i costi siano a prima vista più alti, risulta molto più economico essere ecologici. Non vedo l’aspetto romantico della. Stiamo diventando sempre più attenti all’ecologia perchè si tratta di un argomento spendibile e remunerativo.
Usi materiali Kerakoll nei tuoi progetti?
Non necessariamente utilizzo i materiali dei miei clienti. Ma se risultano adatti al progetto, perché no? Due anni fa ho iniziato a lavorare a un progetto per un edificio Benetton a Istanbul. Volevo una scatola completamente neutra. Avevamo cominciato a fare dei test con diversi materiali, ma avevamo un problema di resistenza sulla superficie. Non funzionavano. Dovevamo trovare un’altra soluzione. E’arrivata Kerakoll e il materiale ce l'avevano loro. Quindi ora uso il loro. Se avessi scelto un pavimento di legno avrei, coerentemente al progetto, fatto altre scelte.
Kerakoll Design Gallery
via Solferino 16
Milano