11/10/2026
BIOEDILIZIA E GREENWASHING: IL VALORE DELLA TRASPARENZA
Una casa può avere consumi molto bassi, utilizzare materiali rinnovabili e ridurre il proprio impatto ambientale. Ma definirla «a impatto zero» è un’altra cosa.
Dal 27 settembre si applicano in Italia le nuove disposizioni contro il greenwashing, introdotte dal D.Lgs. 30/2026 in attuazione della direttiva europea 2024/825. Si rafforza un principio che condivido: i benefici ambientali devono essere spiegati con precisione, evitando formule generiche e promesse che non possiamo dimostrare.
È lo stesso approccio che ho voluto raccontare nel mio articolo sulla “bioedilizia pragmatica”: costruire con materiali naturali e tecnologia moderna, riconoscendo anche i limiti delle nostre scelte.
Il legno offre opportunità concrete. È una risorsa rinnovabile, quando proviene da una gestione forestale responsabile, e il suo impiego strutturale può ridurre l’energia incorporata nella costruzione: la cosiddetta “energia grigia”, necessaria per produrre, trasformare e trasportare i materiali. Il confronto va comunque fatto tra soluzioni equivalenti, considerando l’intero ciclo di vita dell’edificio.
Anche il futuro riutilizzo dei pannelli X-Lam è una possibilità interessante, da favorire già nel progetto attraverso collegamenti smontabili. La sua effettiva fattibilità dipenderà dalle condizioni dei componenti e dalle verifiche necessarie al nuovo impiego.
Sul piano energetico, progettiamo case con fabbisogni contenuti, pompe di calore e fotovoltaico, senza combustione di gas per riscaldamento e acqua calda. Questo significa ridurre i consumi e utilizzare energia rinnovabile, nella misura consentita dall’impianto e dalle condizioni d’uso. Non significa che la casa smetta di consumare energia.
Rimangono poi fondazioni, impianti, collanti, membrane, cablaggi e altri componenti. Anche nelle costruzioni in legno possono essere presenti PVC, polistirene e materiali di origine fossile, in applicazioni circoscritte. E anche i materiali naturali hanno un impatto legato alla produzione e al trasporto.
Considero accettabile un compromesso quando è motivato da esigenze concrete di sicurezza, durata e prestazione, quando vengono valutate le alternative e quando lo si racconta apertamente.
Per me la bioedilizia pragmatica significa questo: ridurre gli impatti attraverso scelte progettuali consapevoli, spiegando ciò che possiamo ottenere e ciò che resta da migliorare.
La fiducia nasce anche dalla capacità di dichiarare i propri limiti.
Qui il mio articolo:
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