28/07/2026
Titolazione manuale o automatica: quali sono le differenze?
La titolazione è una delle tecniche analitiche più consolidate in laboratorio. Eppure, nei laboratori conto terzi o in quelli con alto volume di campioni, la titolazione manuale è spesso la principale fonte di variabilità, perdita di tempo e difficoltà di documentazione. Non perché la tecnica sia sbagliata, ma perché le sue criticità si amplificano con la scala operativa.
Dove si perde tempo: la preparazione della buretta, la standardizzazione della soluzione titolante, la lettura e registrazione manuale del volume erogato a fine punto. In una routine ad alto volume, questi passaggi si moltiplicano e occupano una quota significativa del tempo operatore.
Dove si perde precisione: il punto di equivalenza in una titolazione manuale viene identificato visivamente, attraverso il cambio di colore dell'indicatore. Questa valutazione è soggettiva: dipende dalla percezione del colore dell'operatore, dalle condizioni di illuminazione, dalla concentrazione dell'indicatore nel campione, dal grado di attenzione al momento della lettura. Due operatori diversi sullo stesso campione possono ottenere risultati diversi.
Dove non puoi permetterti errori: la documentazione. In un contesto di laboratorio accreditato o soggetto ad audit, ogni risultato analitico deve essere tracciabile: operatore, data, soluzione titolante usata, data di standardizzazione, fattore di correzione applicato. Con la titolazione manuale, questa documentazione dipende interamente dalla disciplina del singolo e può diventare un punto critico durante le ispezioni.