16/06/2026
Tra memoria e contemporaneità: l'esistente come matrice generativa.
Il progetto, nato per un collezionista privato, si sviluppa attorno a due anime.
La prima, legata alla memoria, prende forma nella nuova quinta in pietra che riprende la materia dell’abitazione principale ponendosi in continuità con la facciata.
Al tempo stesso, però, dichiara la propria autonomia: l'assenza di copertura a falda e la geometrica apertura svelano la natura di questo schermo murario, incorniciando l’edera e anticipando il nuovo ampliamento sul retro.
Il vialetto d'ingresso corre parallelo, scoprendosi nello spazio intermedio tra la quinta e il nuovo volume.
La seconda, espressione della contemporaneità, si rivela nell'interno dell'ampliamento.
Questo spazio ha un'anima minimale perché interamente dedicato all'esposizione delle opere d'arte.
Per la galleria la scelta progettuale è stata quella di eliminare le aperture sulle pareti, concentrando l'attenzione unicamente sulla collezione.
La luce naturale filtra dall'alto attraverso il disegno geometrico dei lucernari zenitali: qui, una griglia leggera di pannelli fonoassorbenti in lana di legno
dialoga con il progetto illuminotecnico, creando un gioco armonioso tra luce naturale e scenari artificiali.