17/03/2020
Egr. Sig. Giovanni Faperdue,
leggiamo con interesse i suoi articoli relativi al Crocefisso de La Quercia; nostalgico anche il racconto della Sua giovinezza quando era solito andare con la Sua famiglia alla fiera del Paese.
Vorremmo tranquillizzarLa sul trattamento riservato al Crocefisso in questione, informandoLa che, oltre ad averlo restaurato a nostre spese, per il grande rispetto che l’Impresa Pietroni ha per gli oggetti di culto e storici in genere, lo abbiamo “messo in sicurezza” proprio per evitare spiacevoli incidenti che potessero rovinarlo, tenendo la recinzione ben fissata al muro, cosa che non avremmo potuto fare altrimenti.
E comunque non abbiamo letto nessun articolo riguardo al restauro dopo lo stato di abbandono in cui era; forse in quel periodo nessuno passeggiava su quella strada o rivolgeva una preghiera!
L’Impresa Edile Lorenzo Pietroni è nota per i lavori svolti soprattutto nell’ambiente ecclesiastico (vedi ristrutturazione della Basilica de La Quercia, Palazzo Papale, Chiesa dei Capuccini, …..) per la professionalità e la cura dei cantieri stessi, disposti sempre in modo sicuro e discreto,per quanto possibile, proprio per preservare l’ambiente circostante.
Ricordando che siamo in quarantena e quindi impossibilitati a smaltire il materiale di risulta per alcuni giorni, abbiamo provveduto allo sgombero e alla pulizia.
Ci auguriamo di aver espresso nel modo migliore la motivazione della “prigionia” del Crocefisso e soprattutto di leggere degli articoli costruttivi e non dissacratori nel rispetto delle Imprese che lavorano con dedizione e con sacrificio tutti i giorni.
Quindi Le vorremo rivolgere noi una domanda: secondo Lei, non sarebbe meglio essere ben informati, prima di scrivere degli articoli?