10/04/2026
Blocco elettrico? Scuole online, auto con targhe pari e dispari, condizionatori sotto controllo - a cosa si prepara l'Italia?
Mentre il governo esclude ufficialmente le misure di emergenza, la parola "lockdown energetico" viene sempre più ascoltata nelle discussioni pubbliche.
Tra l'aumento del prezzo del petrolio, le tensioni in Medio Oriente e le minacce agli approvvigionamenti attraverso lo stretto di Hormuz, si sta discutendo un piano per eventuali restrizioni.
Il presidente del sindacato Anief Marcello Pacifico ha già approvato il passaggio alla didattica a distanza se la crisi peggiora.
Ha detto che potrebbe rientrare in una strategia economica più ampia, che includa il lavoro da remoto per i funzionari pubblici e la riduzione del consumo di elettricità, gas e carburante.
Ha chiarito che la scuola dovrebbe essere chiusa per ultima, però, con una prolungata escalation geopolitica, potrebbe essere colpita anche. Il ministro dell'istruzione Giuseppe Valditar finora ha respinto questa ipotesi.
Nel frattempo, la Commissione europea ha invitato i paesi a prepararsi in anticipo per un possibile shock energetico a lungo termine. Il commissario europeo Dan Jorgensen ha suggerito di valutare le misure economiche prima di tutto nel settore dei trasporti.
Sono in discussione tre settori principali.
Primo tocco ai condizionatori. C'è un potenziale limite di temperature negli edifici pubblici e nei centri commerciali a 27 o 28 gradi in estate, simile agli standard già in vigore nel 2022. Poi è stato fissato il limite di 19 gradi inverno e 27 in estate per le istituzioni statali, con deviazione ammissibile di due gradi.
La seconda direzione riguarda la mobilità. Nel caso in cui la situazione si aggravi, i giorni con limitazione del traffico su targhe pari e dispari nelle città potrebbero tornare per ridurre il consumo di carburante.
La terza misura è l'ampliamento del lavoro da remoto. Questo vale non solo per il settore pubblico, ma anche per le imprese private. Secondo gli esperti, una riduzione dei viaggi giornalieri può ridurre notevolmente la domanda di carburante.
Il governo dice che non sono previste restrizioni immediate. Restano priorità il controllo delle scorte di gas, il rinvio delle aste di stoccaggio e lo sviluppo delle energie rinnovabili, compresa la semplificazione delle procedure per gli impianti fotoelettrici e le comunità energetiche.
Il capo dell'Agenzia Internazionale dell'Energia, Fatih Birol, tuttavia, avverte del rischio di "Aprile Nero" se non si apre lo stretto di Hormuz. Ritiene che la crisi attuale sia potenzialmente più grave degli shock energetici del 1973, 1979 e 2022.
Gli economisti concordano su una cosa: l'Italia non è minacciata da un blackout istantaneo. Ma in caso di ulteriore escalation, sono proprio le restrizioni ai condizionatori e l'incoraggiamento al lavoro da remoto che saranno i primi passi verso misure più severe.
Mentre si parla di preparazione e prevenzione, ma lo scenario del risparmio energetico sta gradualmente smettendo di essere astratto.