08/10/2025
L’AQUILA – Anche la Filiale dell’Aquila della Banca d’Italia aderisce alla terza edizione di “è cultura!”, il festival nazionale promosso dall’ABI (Associazione Bancaria Italiana) e dall’Acri (Associazione di Fondazioni e di Casse di Risparmio S.p.A.), in collaborazione con ABIServizi e FEduF – Fondazione per l’educazione finanziaria e al risparmio.
L’iniziativa, che si svolgerà dall’11 al 18 ottobre in tutta Italia, mette al centro la cultura e la creatività come motori di sviluppo, inclusione e innovazione, con un ricco calendario di eventi diffusi su tutto il territorio nazionale.
Tra gli appuntamenti in programma, la Filiale dell’Aquila aprirà le sue porte al pubblico con una visita guidata all’edificio storico situato in Corso Federico II, all’angolo con Piazza Duomo. Durante l’incontro, i partecipanti potranno scoprire la storia della Filiale e le principali funzioni istituzionali della Banca d’Italia, immergendosi al tempo stesso nel valore architettonico e artistico del palazzo.
La progettazione della sede aquilana della Banca d’Italia fu affidata all’ingegnere Pietro Scandellari, dell’Ufficio tecnico centrale della Banca, che presentò il progetto nel gennaio del 1939. La scelta di un tecnico interno permise all’Istituto di sottrarsi alle pressioni della politica locale: lo stesso Adelchi Serena, allora figura di spicco del regime, aveva proposto un progettista aquilano, giudicato però non idoneo a un incarico di tale rilievo.
Scandellari ideò un edificio dalla figuratività neoclassica e la sua costruzione fu affidata all’impresa Ettore Barattelli, considerata all’epoca una delle migliori dell’Aquila, già impegnata nei lavori del Palazzo dell’Istituto Nazionale delle Assicurazioni e in precedenti interventi per la Banca d’Italia. L’assistenza tecnica al cantiere fu curata dall’ingegnere Remo Ponzi.
I lavori, avviati in pieno clima prebellico, risentirono delle restrizioni sui materiali e delle difficoltà di approvvigionamento dovute alla guerra imminente. A incidere sui tempi di realizzazione furono anche le scelte costruttive: parte dell’edificio fu realizzata in pietra da taglio a blocchi (in particolare il porticato) e parte in muratura mista. Su richiesta delle autorità locali, si decise di utilizzare pietra a massello lavorata interamente a mano, per valorizzare le maestranze del territorio e impiegare materie prime locali.
Furono infatti usate le pietre di Monteluco per i rivestimenti della zoccolatura, dei pilastri e delle arcate del portico, e le pietre di Poggio Picenze per le lastre di rivestimento degli esterni e per i motivi decorativi delle finestre.
Il risultato è un edificio di grande eleganza e solidità, con una pianta rettangolare e un ampio porticato lungo Corso Federico II, che dialoga armoniosamente con la scenografia di Piazza Duomo e con il tessuto architettonico storico della città.
(“Fonti: E-cultura da Vivere, S. Ciranna, Wikipedia, Il Giornale dell’Arte…”)
Oggi il palazzo della Banca d’Italia dell’Aquila continua a rappresentare un punto di riferimento nel cuore della città: un edificio che unisce valore storico e funzione pubblica, simbolo di stabilità, fiducia e radicamento istituzionale.
La visita guidata, organizzata nell’ambito di “è cultura!”, offrirà ai partecipanti l’opportunità di conoscere da vicino la storia della sede e le attività della Banca d’Italia, ma anche di riscoprire una pagina importante dell’architettura civile aquilana del Novecento.
Per informazioni e prenotazioni è possibile consultare il sito ufficiale dell’iniziativa.
L’iniziativa, che si svolgerà dall’11 al 18 ottobre in tutta Italia, mette al centro la cultura e la creatività come motori di sviluppo. %